Boogiepop Phantom (ブギーポップは笑わない  Bugiipoppu wa Warawanai Boogiepop Phantomè una serie animata di Kouhei Kadono (上遠野 浩平Kadono Kōhei, nato il 12 Dicembre 1968), cuore di un’opera molto più ampia, pubblicata nel lontano 2000. Difatti il Boogiepop-verse è molto vasto ed in continua espansione, con all’attivo più di venti light novels, due manga, un film live action ed appunto il succitato anime. Kadono, essendo uno scrittore di romanzi, in Boogiepop Phantom ha curato esclusivamente storia, lasciando il lato artistico a Kouji Ogata, il quale aveva già prestato la sua matita alla realizzazione del manga, la sceneggiatura a Murai Sadayuki, la regia a Takashi Watanabe ed il reparto sonoro a Yota Tsuruoka. Solitamente non spendo molte parole ad analizzare l’aspetto tecnico di un anime, in questo caso tuttavia è dovuto. Il trio di artisti scelti da Kadono o messi a sua disposizione dalla Madhouse hanno sicuramente realizzato un pezzo d’arte. Disegni minimali, colori scuri ed opachi, una regia che ricalca alla perfezione la cronologia spezzettata della storia, inquadrature disturbanti, suoni ambientali distorti e musiche che svariano dai canti gregoriani ai beats elettronici hard-core. Tutto questo va a creare un’atmosfera a dir poco unica, quella che Kadono non ha potuto trasmettere con le sue light novels o con gli stessi manga per le loro ovvie limitazioni. Tanto che, dopo aver visto Boogiepop Phantom, anche le altre opere dell’autore prendono vita, si può affermare che con questa serie animata Kadono abbia voluto porre lo standard con il quale bisogna rapportarsi ad i suoi romanzi.

Sinossi

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La storia percorre le vicissitudini di una piccola città, dove molti ragazzi di una scuola scompaiono uno ad uno e la leggenda metropolitana della comparsa di un dio della morte che viene e li rapisce prende luogo. In realtà molti di quei ragazzi sono stati trattati da una sorta di virus diversi anni prima, grazie anche all’aiuto di uno dei personaggi presente nel romanzo e nell’anime solo nei ricordi. Essi diventando adolescenti acquisiscono dei poteri che non sanno controllare anche se animati da buone intenzioni. Boogiepop appare per far in modo che non nuociano agli altri, mentre un nemico si aggira e diventa sempre più potente grazie a questa energia che i ragazzi sprigionano. Viene chiamato Phantom (fantasma) in quanto il personaggio si è come sdoppiato a causa della stessa energia che ha creato i vari poteri, ma la sua esistenza avrà una fine. Oltre al protagonista vi sono altri personaggi che cercano di chiarire i vari misteri della serie.

– estratto da wikipedia.org –

Commento Critico

Premetto che Boogiepop Phantom è un’opera fortemente filosofica, ogni singolo elemento dell’anime e delle novels gira attorno al pensiero esistenzialista di Kadono, che ha come fonte d’ispirazione la cultura occidentale, fitto di citazioni che svariano dalla filosofia, alla psicanalisi, alla fisica sino a giungere alla musica classica ed anche pop. Tuttavia un’ottima chiave di lettura per comprendere l’opera tutta di Kadono risiede sicuramente nel pensiero di Carl Gustav Jung.

Inoltre, come ho già sottolineato nel paragrafo introduttivo, analizzare Boogiepop Phantom è un lavoro alquanto complesso, data la enorme mole di opere alle quali questa serie animata è legata, e dalle quali si sviluppa l’intero universo creato da Kadono. Per fare un’analisi più approfondita possibile ho cercato di leggere tutto il materiale che sono riuscito a reperire, tuttavia solamente una parte delle novels è stata portata in occidente e tradotta almeno in inglese. Vado ad elencare brevemente tutte le opere che ho visionato facendone un breve sunto e posizionandole inoltre in una linea temporale comprensibile rispetto alla serie anime:

  • Boogiepop and Others – Prima novel pubblicata nel febbraio del 1998, un romanzo introduttivo al Boogiepop-verse.  In questa opera vengono presentati i protagonisti principali che ricorreranno in quasi tutte le novels successive. Non solo gli avvenimenti sono di poco antecedenti a quelli dell’anime, ma è proprio dal finale di questa novel che si sviluppa l’intera trama della serie animata. Difatti risulta molto complesso capire l’anime senza aver letto questa opera.
  • Boogiepop Doesn’t Laugh – Manga che ripercorre in tutto e per tutto le vicende della prima novel. Ci sono alcune scene in più rispetto al manga, ma nulla di troppo importante.
  • Boogiepop Returns VS Imaginator Vol 1 – Seconda novel divisa in due parti, entrambe pubblicate nell’agosto del 1998. Estremamente importante per la comprensione del Boogiepop-verse dato che in essa viene introdotta e descritta per la prima volta la Towa Corporation, presente anche nella serie animata. Cronologicamente si pone qualche mese dopo gli eventi di Boogiepop Phantom.
  • Boogiepop at Dawn – Sesta novel scritta da Kadono pubblicata nel maggio del 1999. In essa vengono narrati fatti antecedenti alla prima novel, focalizzandosi principalmente sui personaggi chiave di Nagi e Seiichi Kirima, sulle vicende legate al Fear Ghoul, e sopratutto sulle origini di Boogiepop.
  • Boogiepop Dual – Manga completamente slegato dalla trama ed i personaggi delle precedenti opere. Solamente supervisionato da Kadono ci mostra come Boogiepop non riaffiora solamente dalla mente di Touka Miyashita, ma può riaffiorare anche da altri individui.

Dopo questo breve compendio posso iniziare con l’analisi di Boogiepop Phantom, essendo anche questo un articolo abbastanza lungo ho deciso di inserire un indice per rendere la lettura più scorrevole :

Rievocare il passato.

Come ho anticipato poco prima per comprendere a pieno l’anime di Boogiepop Phantom bisogna leggere almeno la prima novel Boogiepop and Others (o il manga Boogiepop Doesn’t Laugh) nella quale vengono narrate le vicende antecedenti alla serie anime, ed anche Boogiepop at Dawn per apprendere le origini del mondo creato da Kadono. È quindi d’obbligo un riassunto di queste due novel, anche se consiglio vivamente di leggerle nella loro interezza.

Ho deciso di riassumerle non come sono scritte dall’autore ma in ordine cronologico, ponendo come “presente” il periodo temporale nel quale si svolge Boogiepop Phantom.

Diversi anni fa…

Un essere che sarebbe diventato noto come Echoes scese sulla Terra. Nessuno sa esattamente cosa fosse o da dove venisse, l’unica cosa che si sapeva con certezza era la sua missione : mettere alla prova l’umanità, e decidere poi se permetterle di continuare a prosperare o se annientarla definitivamente.

Tuttavia, quando Echoes arrivò sulla Terra ci fu un problema. A causa della vastità dello spazio-tempo, sbagliò e scelse una forma molto avanzata rispetto alla società umana. Questo fu presto notato dalla TOWA Corp., organizzazione segreta dedita alla sperimentazione ed alla ricerca sull’evoluzione umana, che lo catturò e fece per l’appunto esperimenti su di lui. Non conoscevano il suo vero scopo e pensavano che fosse solo un’altra evoluzione. Echoes aveva un meccanismo integrato attraverso il quale non poteva comunicare con gli altri, ma poteva ripetere soltanto le parole che gli altri gli rivolgevano, da questo nacque il nome in codice Echoes. Attraverso il corso della sperimentazione, la TOWA Corp. apprese molto sull’evoluzione e la genetica tanto da trovare un modo per creare i propri esseri evoluti, che denominò umani sintetici. Questi possono prendere o modificare il loro aspetto a loro piacere oltre ad avere un aumento generale della loro forza, velocità, agilità, ecc. Tuttavia ognuno di essi possiede un’abilità particolare che li rende unici. Grazie agli esperimenti effettuati su Echoes, la TOWA creò anche un farmaco che può indurre o arrestare artificialmente l’evoluzione, a seconda dell’individuo.

La missione dell’organizzazione TOWA è quella di fermare l’evoluzione, o almeno qualsiasi evoluzione che non sia causata o voluta da essa. Qualsiasi essere evoluto viene quindi catturato per essere studiato o ucciso. Gli agenti della TOWA sono ovunque e si inseriscono perfettamente nella società umana, perché appaiono come normali esseri umani e svolgono un normale lavoro come copertura.

Sette anni fa…

Kirima Seiichi era un famoso autore di pubblicazioni psicologiche, filosofiche e di romanzi di fantascienza. Scoprì attraverso le mail dei suoi fans che molti di essi stavano vivendo le stesse cose di cui lui scriveva, e che tutti scomparvero poco dopo avergli scritto. Facendo alcune indagini apprese dell’organizzazione TOWA. I suoi scritti ed il fatto che fosse a conoscenza dell’organizzazione TOWA, lo portarono alla morte. Difatti la TOWA inviò l’agente Mo Murder per ucciderlo. L’abilità speciale di Mo Murder è quella di danneggiare gli organi interni della vittima semplicemente toccandola. Kirima Seiichi sembra che non gli oppose alcuna resistenza, ma chiese semplicemente che sua figlia Nagi fosse risparmiata. Mo Murder acconsentì, così quando Nagi tornò a casa da scuola, trovò suo padre in fin di vita sul pavimento. Prima di morire le chiese cosa volesse dalla vita, e che se fosse stata insoddisfatta di essere “normale”, avrebbe dovuto essere anormale. La causa della morte fu perforazione gastrica che portò alla dissoluzione degli organi interni. Un anno dopo, Nagi venne colpita da una misteriosa malattia e fu mandata all’ospedale generale dove rimase per un anno.

Cinque anni fa…

L’organizzazione TOWA ha infiltrati anche nel mondo degli affari, dopotutto ha bisogno di finanziamenti. Uno dei loro membri, Teratsuki Kyouichiro, era un uomo d’affari ed una grande fonte di denaro per la TOWA. Tuttavia, furono notate alcune irregolarità nelle sue transazioni finanziarie. Una quantità insolitamente grande di denaro veniva donata all’ospedale generale. Così la TOWA inviò l’agente Kuroda Shinpei (nome in codice Scarecrow) per scoprire cosa stesse succedendo.

Kuroda Shinpei era un detective privato nella vita reale, quindi non sembrava così strano che indagasse e girovagasse liberamente in giro, un lavoro perfetto per cercare gli individui evoluti che interessano alla TOWA. All’ospedale incontrò Kirima Nagi, ed i due andarono subito molto d’accordo. Nagi notò subito che Kuroda stava facendo finta di essere un visitatore e che era lì invece per indagare su qualcuno, Kuroda rimase molto colpito da ciò. Nagi un giorno gli chiese cosa volesse davvero essere nella vita, lui rispose che sarebbe voluto diventare un difensore della giustizia, perché c’erano troppe regole e restrizioni stupide nel suo vero lavoro. Kirima gli rispose semplicemente che se voleva essere un difensore della giustizia, allora sarebbe dovuto diventarlo. Nagi aggiunse anche che se avesse investigato sul suo conto avrebbe trovato qualcosa di interessante. Kuroda lo fece, usando l’alias di Kishida, e scoprì tutto sulla famiglia Kirima, inoltre si accorse che il curatore del testamento si stava appropriando indebitamente di parte dei fondi di Nagi. Si occupò subito della faccenda facendo arrestare il curatore, al che tornò in ospedale per riferire a Nagi la notizia. Questa prima lo ringraziò e gli disse che se lui voleva essere un difensore della giustizia, lei lo avrebbe sponsorizzato. Tuttavia, la salute di Nagi precipitò drasticamente, ed fu portata via dai medici prima che Kuroda potesse rispondere. La prese per mano, ma fu subito allontanato. Kuroda fu sorpreso di trovare la sua mano parzialmente ustionata, scoprì così che Nagi era un essere evoluto, e che era destinata a morire perché la sua evoluzione stava fallendo. Sembra che anche Nagi lo sospettasse, e stava cercando quindi di donare tutto il suo patrimonio a Kuroda come ultimo gesto d’amore, dato che Kuroda fu il primo vero amore di Nagi.

Tormentato dalla sua coscienza, in piena crisi esistenziale Kuroda corse rapidamente verso la struttura della TOWA per rubare una dose del farmaco sperimentale che producevano in gran segreto lì, nella speranza di bloccare il processo evolutivo di Nagi e quindi salvarle la vita. Tuttavia la TOWA, accortasi del furto, mandò l’agente Mo Murder per occuparsi di Kuroda. Kuroda raggiunse per primo la stanza di Nagi. Le iniettò rapidamente il farmaco, ma sentendo Mo Murder appena fuori la porta, lasciò cadere la fiala e balzò fuori dalla finestra. Mo Murder prima di lanciarsi all’inseguimento notò il nome di Kirima sulla cartella clinica poggiata sul letto. La dottoressa Kisugi, essendo di turno all’ospedale quella notte, sentì dei rumori provenire dalla stanza di Nagi. Entrò e trovò la finestra spalancata ed una fiala sul pavimento, che nascose all’altro personale. Probabilmente agì così d’impulso, perché se si fosse saputo che un intruso era entrato in ospedale ed aveva iniettato un farmaco sconosciuto ad un paziente, si sarebbe sollevato un polverone enorme e l’ospedale avrebbe avuto un processo sia legale che mediatico, ed ovviamente la dott.sa Kisugi che era di turno e quindi responsabile sarebbe stata immediatamente licenziata.

Kuroda tentò di scappare, ma Mo Murder era più veloce e lo raggiunse. Combatterono, Mo Murder fu costretto a ritirarsi per una grave ferita, ma fu Kuroda ad avere la peggio. Fu ferito mortalmente e crollò morente a terra. Miyashita Touka, che vaga da quelle parti dopo essere stata ad un funerale di un parente, vide il corpo di Kuroda. Quella vista scioccante le cambierà per sempre la vita. Fu proprio questo avvenimento la causa scatenante della nascita delle personalità di Boogiepop.  Miyashita stava passando un momento molto turbolento della sua vita. Era un adolescente ed i suoi genitori stavano divorziando. Quel giorno inoltre aveva appena assistito ad un funerale di un caro, la vista di un moribondo fu semplicemente la goccia che fece traboccare il vaso. Touka si avvicinò a Kuroda e gli chiese cosa fosse successo. Rispose comunque che era arrabbiato perché nonostante avesse sacrificato la sua vita per salvare una ragazza, adesso in punto di morte, si stava pentendo di quello che aveva fatto. Si sentiva un ipocrita, lui che professava di voler diventare un difensore della giustizia. Kuroda non vedeva più granché, davanti a lui scorgeva soltanto una sagoma sfocata, un’ombra, tant’è che pensò di star a parlare con uno shinigami o alla sua coscienza. Difatti prima di esalare il suo ultimo respiro si rivolse a Touka con queste parole “…you’re probably just a delusion, an illusion you see and hear as you die. A fragile hope, like a bubble, that will pop and vanish in a moment… you’re kind of a creepy one, too.” (…probabilmente sei solo un’illusione, un’illusione che vedi e senti mentre stai morendo. Una fragile speranza, come una bolla, che compare e svanisce in un momento… e tu sei anche un po inquietante). Dopo la sua morte, Boogiepop prese lo strano cappello a forma di cilindro di Kuroda, il suo mantello, la sua arma e se ne andò. Così ebbe origine la leggenda di Boogiepop, sia nel nome che nell’aspetto e sopratutto nello scopo.

Ripresosi dalla ferita, Mo Murder arrivò sulla scena per trovare Kuroda morto con un’espressione pacifica sul volto. Impressionato da ciò, pulì la scena e si disfò del corpo, ma l’espressione del viso di Kuroda gli rimase impressa nella mente.

Nagi, dopo l’iniezione, tornò in piena salute e ben presto lasciò l’ospedale, cosa che fece porre più di qualche domanda al dottor Kisugi riguardo al farmaco trovato quella notte nella stanza di Nagi. Kirima non sapeva cosa fosse successo a Kuroda, ma decise che sarebbe diventata un difensore della giustizia. Fu addestrata nelle arti marziali da un amico del defunto padre ed iniziò a risolvere diversi crimini in tutta la città. Nagi qualche tempo dopo tornò in ospedale per un controllo ed ebbe una conversazione con la dottoressa Kisugi. Chiedendole perché fosse diventata una psichiatra, la dott.ssa Kisugi rispose che era stata una bambina molto paurosa e che diventò una psichiatra per poter superare quelle paure.

Nel frattempo, la dottoressa Kisugi aveva portato a casa il misterioso farmaco, ed incuriosita lo aveva testato su dei ratti nel suo laboratorio privato. Scoprì che i ratti crescevano in dimensioni, forza, velocità, intelligenza, ecc. Kisugi provò ad uccidere uno dei ratti, ma anche dopo essere stato decapitato rimase in vita per qualche minuto. Avida di potere o semplicemente nel nome della scienza, la dottoressa Kisugi scelse se stessa come prima cavia umana. Il risultato fu una febbre che durò circa una settimana, senza altri effetti collaterali apprezzabili all’inizio. Tuttavia, al suo ritorno a lavoro, scoprì che era davvero cambiata. Oltre all’aumento delle caratteristiche fisiche e mentali, lei poteva percepire gli ormoni / sostanze chimiche nel sangue delle persone responsabili della paura. Tuttavia ora era anche attratta dal gusto della paura della gente, e spaventava i suoi pazienti più instabili per assaporare la loro paura. La dott.ssa Kisugi aveva anche scoperto che la paura delle persone con grande forza di volontà ha un sapore molto più dolce della paura delle persone deboli. Così cominciò a cercare e ad uccidere giovani ragazze dalla forte volontà.

Durante quel periodo, la dottoressa Kisugi venne a conoscenza dell’organizzazione TOWA e che questa la stavano braccando. Il compito di uccidere Fear Ghoul (il nome in codice che la TOWA scelse per la dott.sa Kisugi) fu affidato a Mo Murder. L’agente che portò a Mo Murder i dettagli sull’incarico fu Pigeon, un messaggero che nutriva rancore sia verso di lui che verso Kirima Nagi secondo lei responsabili della morte dell suo amato, Kuroda. Tuttavia Fear Ghoul venne a sapere sia che aveva alle costole Mo Murder, sia i sentimenti che Pigeon provava per quest’ultimo.  Un giorno Mo Murder incontrò casualmente Kirima sul luogo del primo omicidio commesso da Fear Ghoul, ed i due cominciarono a collaborare insieme sul caso (Nagi non è a conoscenza che fu Mo Murder ad uccidere sia suo padre che Kuroda). Fear Ghoul spiando questo incontro da lontano cominciò a formulare un piano per incastrare Mo Murder per la serie di omicidi al suo posto. Per questo avvicinò Pigeon offrendole un modo per vendicarsi.

Anche Boogiepop si stava muovendo sul caso. Tuttavia essendo una ragazzina di dodici anni (l’età di Touka Miyashita al tempo) non poteva uscire di casa quando voleva, ad esempio nel bel mezzo della notte. Difatti ci furono diversi litigi con la madre di Miyashita, fino al giorno nel quale Boogiepop avendo fretta di uscire la colpì lasciandola svenuta a terra. La madre di Miyashita dopo questo episodio obbligò sua figlia a vedere uno psichiatra. Il caso volle che fosse proprio la dott.ssa Kisugi. Dopo aver constatato la doppia personalità di Miyashita, la dott.ssa Kisugi sminuì il tutto dicendo alla madre che sua figlia era semplicemente stressata, e la causa di quello stress era dovuto alla loro separazione. Tant’è che questo fu sufficiente a far riconciliare i genitori di Miyashita e fermare il divorzio.

Nei tre mesi successivi, furono uccise cinque ragazze. Due di loro furono Panulu (la prima ragazza ad essere chiamata Panulu nell’episodio 3 dell’anime) e Wakata Shizue nell’episodio 6. Alla residenza di Wakata, Kirima e Mo Murder interrogarono gli amici della ragazza. Questi dissero loro che Shizue era una ragazza dalla forte volontà e che ultimamente era in cura da una psichiatra donna. Kirima, ricollegò lo strano discorso sulla paura e la forza di volontà che ebbe tempo addietro con la dott.sa Kisugi. Capì allora che c’era lei dietro la serie di omicidi. Tuttavia Nagi nascose tutto a Mo Murder, nella speranza di tenerlo lontano dal pericolo (ovviamente non era a conoscenza della sua vera natura).

Mentre andava all’ospedale, Nagi prese la sua attrezzatura. Mo Murder capì subito la situazione, e così la seguì. Dopo aver raggiunto l’ospedale, Mo Murder trovò Kirima che parlava con un dottore nel reparto psichiatrico (al settimo piano) si avvicinò il più possibile ma non abbastanza per sentire cosa si stessero dicendo. Finita la discussione Kirima sembrò delusa, al che si incamminò in direzione dell’uscita. Subito dopo la dottoressa estrasse una pistola, si avvicinò alla finestra e la puntò in basso in direzione dell’ingresso dell’ospedale in attesa che Nagi fosse in linea di tiro. Mo Murder si precipitò per fermarla e infilzandole il torace. Il piano di Fear Ghoul era riuscito alla perfezione. La donna che aveva colpito non era Kisugi ma Pigeon, che con le sue ultime forze immobilizzò Mo Murder. A questo punto comparve la Fear Ghoul che colpì alle spalle Mo Murder, rompendogli la spina dorsale, prima di gettarlo fuori dalla finestra e fargli fare un volo di sette piani.

Pigeon disse a Nagi che la dott.sa Kisugi la stava aspettando al primo piano dell’ospedale, e quando arrivò al punto d’incontro vide prima precipitare Mo Murder, seguito poi dalla dott.sa Kisugi. Mentre Mo Murder cadde esanime a terra la dott.sa Kisugi non riportò alcun danno, nonostante fosse caduta dal settimo piano. Comprendendo il pericolo in cui si trovava, Nagi provò a scappare con la sua bicicletta. La dott.sa Kisugi tuttavia si era evoluta e quindi non ebbe problemi a stare al passo con lei.

Kirima cercò disperatamente di condurre la Fear Ghoul lontano dalla città, ma questa la raggiunse e Nagi fu disarcionata dalla bicicletta e scaraventata in uno stagno. Fortunatamente fu in grado di attutire la caduta, ma rimase comunque ferita. Fear Ghoul si lanciò su di lei, ma Nagi era pronta ed immerse il taser ad alta tensione nello stagno, colpendo in pieno il corpo bagnato di Fear Ghoul. Il danno ed il dolore erano notevoli, ma non abbastanza da ucciderla. Nagi rimase invece incolume grazie al sua tuta isolante. Fear Ghoul fuggì, ma Kirima non potè inseguirla a causa della ferita riportata precedentemente.

Il corpo evoluto di Fear Ghoul era gravemente danneggiato e si stava disintegrando. Dopo aver sentito un fischio in lontananza, sfidò Boogiepop a comparire, neanche il tempo di concludere la frase che un microfilamento si avvolse attorno al suo collo e la decapitò. Rimase in vita per diversi secondi, abbastanza a lungo da vedere un’ombra in lontananza ed il suo corpo privo di testa accasciarsi a terra.

Boogiepop e Kirima Nagi tornarono all’ospedale dove trovarono Mo Murder disteso in fin di vita ma ancora vivo. Con le sue ultime forze disse a Nagi che era contento di vederla ancora viva, e che non rimpianse nulla. Parlando con Boogiepop, Kirima gli disse che avrebbe continuato ad essere un difensore della giustizia, a cui Boogiepop rispose che probabilmente si sarebbero incontrati di nuovo.

Mo Murder fu incastrato al posto della dott.sa Kisugi. La TOWA Corp. fece passare lui come colpevole dei vari omicidi e lo fece ritrovare impiccato in casa sua, in quanto non voleva che la polizia indagasse troppo. Per la stampa Mo Murder era un maniaco sessuale che provava piacere nell’uccidere giovani ragazze. La dott.sa Kisugi fu considerata la sua ultima vittima. Solo Boogiepop e Kirima Nagi conoscono la verità.

Suema Kazuko un giorno tornò a casa e trovò la polizia ad aspettarla. Le dissero che sarebbe stata la prossima vittima dal serial killer se questo non si fosse impiccato prima e che avrebbero dovuto indagare su di lei e sulla sua famiglia per vedere se e quali erano i loro legami con l’assassino. Questo fatto cambiò la vita di Suema per sempre.

Qualche mese fa…

Quasi cinque anni dopo il caso del serial killer, l’organizzazione TOWA condusse un altro esperimento su Echoes. Questa volta cercarono di clonarlo. L’esperimento fu un disastro. Ciò che crearono fu un mostro divora-uomini. Per questo gli diedero come nome in codice: Manticore. Per quale motivo l’organizzazione TOWA fece un’esperimento del genere non è noto. È probabile che analizzando la sua forma così evoluta vollero usarlo come modello base per i successivi uomini sintetici. Ad ogni modo l’esperimento fallì, e Manticore fu il risultato. Essendo un fallimento doveva essere eliminato. Tuttavia Manticore uccidendo diversi agenti della TOWA riuscì a fuggire ed a rifugiarsi in città.

Qualche tempo prima che questo accadesse, Saotome Masami chiese di uscire a Kirima Nagi. Lei lo respinse, sostenendo che non voleva mettere in pericolo nessun altro (le persone intorno a Kirima Nagi hanno l’abitudine di morire, ad esempio Kirima Seiichi, Kuroda Shinpei , Mo Murder, ecc.). Saotome non rimase così deluso come pensava che sarebbe stato. Solo più tardi avrebbe capito il perché.

Yurihara Minako era una studentessa intelligente e bellissima alla Shinyo Academy, ma era una ragazza solitaria, quindi fu una facile preda per Manticore. Dopo averla uccisa portò il suo cadavere in un luogo discreto per poterla divorare. Il piano di Manticore era quello di divorare Yurihara e prendere il suo posto, in modo da nascondersi dalla TOWA e allo stesso tempo avere una copertura per uccidere altre persone per cibarsi. Mentre si apprestava a divorare Yurihara irruppe nella stanza Saotome Masami. Manticore lo scaraventò subito a terra, e decise che avrebbe divorato lui al posto di Yurihara. Saotome con una freddezza unica disse al mostro che se voleva passare inosservato,  il corpo di Yurihara era l’ideale, perché essendo una solitaria qualsiasi cambiamento nel suo comportamento non sarebbe stato notato da nessuno, al contrario se avesse scelto il suo di corpo sarebbe stato subito scoperto data la sua popolarità. Manticore era perplessa sul perché Saotome fosse così calmo e non implorasse per la sua vita come le altre vittime. Saotome si sentiva infatuato da Manticore. Ora capì che era attratto dalle ragazze forti e che quello che voleva non era uscire con Kirima Nagi, ma che lei lo uccidesse. Sembra che, sebbene Saotome abbia avuto una vita normale, il suo sentimento di odio misto a noia verso la società lo portò a considerare il suicidio indiretto come mezzo di fuga. Saotome e Manticore unirono le loro forze, Manticore prese l’aspetto di Yurihara e spiegò tutti i suoi poteri a Saotome. Saotome, ora che aveva trovato una compagna/alleato, tramutò il suo odio in tendenza distruttiva e con i poteri di Manticore a disposizione cominciò a studiare un piano per rivoluzionare la società. Nel corso del tempo, i due si innamorarono profondamente l’uno dell’altra.

Un mese fa…

Quando Echoes apprese che Manticore era fuggita dai laboratori della TOWA, si liberò immediatamente dalla sua prigionia e si mise alla sua ricerca. Avrebbe potuto farlo quando voleva, ma essendo la sua missione quella di mettere alla prova la società umana, doveva accettare tutto, anche essere il topo da laboratorio della TOWA. Tuttavia, Manticore era pericolosa e poteva portare il mondo alla distruzione. Doveva fermarlo. Echoes combatté duramente per fuggire dalla struttura della TOWA. Ferito, grondante sangue cominciò ad errare per la città, dove ben presto perse le forze e cadde disperato a terra. Rimase stupito dalla mancanza di empatia che la gente comune aveva per un uomo ferito e senzatetto che vagava per le strade in cerca di aiuto, anche se non poteva chiedere aiuto in modo normale. Collassò nella disperazione. A questo punto arrivò Boogiepop, che dopo aver rimproverato alle persone che si trovavano lì vicino di non aver aiutato un uomo disperato in difficoltà, confortò Echoes dicendogli di non piangere fino a quando non avesse trovato quello che stava cercando. Echoes così trovò una nuova speranza e si rimise alla ricerca di Manticore. Anche Boogiepop se ne andò, ma non prima di incrociare lo sguardo con Takeda Keijii, il ragazzo di Miyashita Touka, che rimase scioccato nel vedere che quello strano personaggio con cappello e mantello aveva il volto della sua ragazza.

Per diversi giorni/settimane, Boogiepop compariva regolarmente sul tetto della scuola Shinyo aspettando che Manticore si facesse vivo. Takeda era profondamente preoccupato dagli eventi di cui era stato testimone. Così si fece coraggio, e per il bene della sua ragazza affrontò Boogiepop sul tetto pensando che fosse semplicemte Miyashita Touka travestita. Discussero per diverso tempo. Takeda presto apprese che Boogiepop era una seconda personalità di Miyashita Touka, anche se era certo che questa non fosse tutta la verità. Takeda allora chiese a Boogiepop maggiori informazioni sulla sua natura, lui gli rispose semplicemente : “Sono automatico, ogni volta che rilevo avversità, emergo in superficie, ecco perché mi chiamo Boogiepop – fantasmatico, come le bolle”. Quando il pericolo è passato, Boogiepop scompare di nuovo. Spiega anche che Miyashita Touka è ignara di essere anche Boogiepop, dato che cancella i suoi ricordi del suo tempo come Boogiepop e trova delle spiegazioni per i vuoti nella sua memoria.

Anche se Boogiepop non si definisce esplicitamente un uomo, quando si riferisce a se stesso usa pronomi maschili, e a prima vista le persone spesso pensano che Boogiepop sia un maschio. La voce di Boogiepop è anche un po’ più mascolina rispetto a quella di Miyashita Touka. Anche la leggenda che circola tra le ragazze della città narra di Boogiepop come un bel ragazzo. Boogiepop spiega a Takeda che emerse cinque anni prima per eliminare Fear Ghoul, e che ora era lì per fermare una nuova minaccia per il mondo (Manticore). Questi incontri sul tra Boogiepop e Takeda si perpetuarono per qualche settimana, tanto che crebbe tra i due una stretta amicizia.

Nel frattempo, Manticore e Saotome iniziarono a vendere una droga denominata Type S, la S sta per Slave. Questa droga lobotomizza le persone facendole diventare per l’appunto degli schiavi sotto il controllo di Manticore. Questa droga veniva prodotta da una delle loro vittime, Kusatsu Akiko. Kusatsu aveva una cotta per Saotome Masami e quest’ultimo sfruttò questo a suo favore. Ad un appuntamento di gruppo avvelenò con una pillola la bevanda di Kusatsu. Quando furono da soli la portò in un luogo appartato dove Manticore la fece sua schiava. Ogni notte Kusatsu, lontano da occhi indiscreti, produceva Type S. Questa consisteva nelle sue cellule cerebrali morte o morenti che venivano espulse dal suo corpo attraverso la bocca. Molti altri studenti cominciarono a scomparire o a causa della dipendenza da Type S o come cibo per Manticore.

Echoes cadde in un vicolo, fu notato da una studentessa chiamata Kamikishiro Naoko, che lo soccorse. Anche se Echoes non poteva parlare, Naoko era perfettamente in grado di comprendere quello che lui voleva dire, un’abilità che confuse Echoes. Naoko gli trovò un rifugio nel ripostiglio della scuola e telefonò alla sua amica Kirima Nagi chiedendole di aiutarla. Kirima Nagi e Kamikishiro appresero presto tutto su Manticore, Echoes e l’organizzazione TOWA ed iniziarono subito la loro ricerca di Manticore.

Hackerando il database della scuola, Kirima Nagi rintracciò gli studenti che avevano avuto una frequenza scolastica irregolare. Uno per uno vennero rintracciati nel tentativo di salvarli dal Type S e per restringere il campo di ricerca intorno a Manticore. Alla fine Manticore si sbarazzarò di Kusatsu Akiko in modo definitivo, perché se Nagi avesse indagato su di essas il suo strano comportamento l’avrebbe condotta direttamente a Saotome e poi a Manticore. Tuttavia Kirima aveva già collegato il Type S a Kusatsu Akiko, era solo una questione di tempo prima che arrivasse a loro. Saotome lo scoprì e lo riferì a Manticore.

Mentre Suema Kazuko tornava a casa con la sua amica Kyoko Kinoshita vennero attaccate da Kirima. Kyoko era una tossicodipendente di Type S. Kirima era convinta che fosse una delle responsabili, ma quando si accorse che Kyoko faceva soltanto uso della droga la lasciò andare. Suema le chiese delle spiegazioni al che Nagi rispose semplicemente che doveva rimanerne fuori e che avrebbe dovuto lasciare perdere gli avvenimenti di cinque anni prima. Suema rimase meravigliata e pensò che Nagi fosse a conoscenza di maggiori informazioni riguardo Fear Ghoul. Questa curiosità spinse Suema a recarsi a casa di Kirima. Nonostante la cattiva reputazione di Nagi a scuola, Suema fu sorpresa di scoprire che aveva una parvenza di vita normale. Le due ragazze parlarono per un po’ ed andarono subito d’accordo. Alla fine Suema trovò il coraggio di chiederle degli omicidi avvenuti cinque anni prima.

Suema non fu mai soddisfatta della spiegazione che le diedero al tempo. Pensò che se Nagi era a conoscenza del suo legame con Fear Ghoul (informazione riservata, nota solo alla polizia) doveva anche sapere tutta la verità dietro quel caso. Allora Suema pensò che fu Nagi ad uccidere il serial killer e quindi salvarla. Nagi tuttavia negò e le disse “Non sono stata io a salvarti, ma Boogiepop”. Suema era confusa da questa risposta. Perché Nagi avrebbe tirato fuori il nome di una leggenda metropolitana? (Boogiepop intanto era diventato una leggenda metropolitana, una specie di mito romantico che solo le ragazze conoscono, dove questo bellissimo ragazzo / shinigami  arriva fischiettando ed allevia il dolore delle fanciulle portandole via quando sono al massimo del loro splendore). Nonostante Kirima non disse tutta la verità a Suema, le due diventarono buone amiche.

Manticore era in piena crisi sia perché non riusciva a trovare un nuovo soggetto che sostituisse Kusatsu nella produzione di Type S, ma in particolar modo era sotto pressione a causa di Nagi. Manticore era decisa ad eliminare Nagi prima che lei arrivasse a loro, ma Saotome esortò alla prudenza. Anche se Kirima era famosa per le sue assenze da scuola, era molto ricca (l’eredità di suo padre) e la sua personalità fuori dalle righe avrebbe sicuramente destato molti sospetti. Saotome voleva scoprire quanto Nagi sapesse prima di sbarazzarsi di lei. Mentre discutevano Kamikishiro irruppe nella stanza. Era alla ricerca di Echoes. Ci volle solo una menzione del nome Echoes per far scattare Manticore. Uccise Kamikishiro con un solo colpo. Sapendo che Kamikishiro era un amica stretta di Nagi, Saotome escogitò subito un piano per eliminare anche lei.

Tanaka Shiro, uno dei ragazzi che frequentava Kamikishiro, contattò il presidente del comitato scolastico Niitoki Kei chiedendo se sapesse qualcosa della scomparsa di Kamikishiro. Saotome si avvicinò e disse loro che Kirima Nagi, essendo una amica stretta di Naoko, poteva sapere qualcosa, così la chiamarono attraverso l’interfono scolastico. Nagi nel frattempo stava setacciando la scuola con Echoes alla ricerca di Manticore. Quando sentì la convocazione dall’interfono sapeva già che si trattava di una trappola, quindi prima di entrare tolse l’elettricità alla stanza. Entrò velocemente e mise fuori gioco i tre studenti con il taser. Echoes tuttavia le disse che nessuno di loro era Manticore. Dopo essere stati rilasciati, Saotome si avvicinò a Kirima ed Echoes con in mano una matita meccanica. Di scatto ferì al collo Echoes con la matita (contenente un veleno creato da Manticore). A questo punto Manticore, che era stata sul soffitto per tutto il tempo, si lasciò cadere e colpì violentemente Echoes al torace, aprendogli una ferita da spalla a spalla. Colta di sorpresa, anche Kirima fu colpita mortalmente al collo da Saotome. Manticore tentò di colpire nuovamente Echoes, ma questo riuscì a schivare il colpo, raggiunse il corpo di Kirima, lo prese e saltò fuori dall’edificio. Manticore li inseguì, mentre Saotome affrontava Niitoki Kei (Tanaka era già scappato fuori dalla stanza). Echoes mise il cadavere di Kirima a terra, e rifletté su Nagi, su come l’aver combattuto da sola contro gli orrori del mondo l’avesse portata alla morte. Echoes era ormai paralizzato dal veleno. Manticore lo raggiunse e cominciò a lacerarlo con i suoi artigli, prima di scaraventare il suo corpo in direzione di Saotome e Niitoki Kei. Atterrando dietro di lei, Niitoki corse verso Echoes, e provò a proteggerlo da Manticore.

Echoes, prima di compiere il suo ultimo gesto, fece un riepilogo delle sua breve esperienza sulla Terra, in cui soppesò la crudeltà dell’organizzazione TOWA e di Saotome Masami con Boogiepop che gli diede la speranza, le azioni di Kirima Nagi che perse la vita per aiutarlo, Kamikishiro Naoko che lo accudì anche lei a costo della vita, e Niitoki Kei una ragazzina minuta che stava ora cercando di proteggerlo contro un mostro come Manticore.

Echoes indicando Manticore, pronunciò le parole:

“My body into information, transmit to the source!” (Trasformo il mio corpo in informazioni, trasmettere alla fonte!)

Si aprì il cielo, ed una colonna di luce investì il suo corpo e si espanse nel tentativo di inghiottire anche Manticore. Tuttavia, Saotome balzò di fronte a Manticore, spingendola via mentre il suo corpo veniva distrutto. Manticore rimase comunque molto danneggiata, gran parte del suo corpo era rimasto ustionato. Manticore, in preda ad un raptus per aver perso il suo amato Saotome, si mise all’inseguimento di Niitoki Kei, che scappata dal fascio di luce, correva ora verso il suono di un fischio. Dopo esser inciampata in un filo invisibile, Niitoki viene raggiunta da Manticore, mentre questa si apprestava a colpirla, il suo braccio venne tagliato di netto dal filo di Boogiepop, poi glielo avvolse attorno al collo e l’immobilizzò. Boogiepop aveva studiato un piano con Tanaka Shiro, che riapparve con il suo kit di tiro con l’arco, e scoccò una freccia prima nel petto di Manticore e poi una seconda alla testa. Manticore si sbriciolò in polvere e sparì.

Echoes svanito, Manticore e Saotome distrutti. Boogiepop si avvicinò al cadavere di Kirima Nagi per scoprire che sorprendentemente era ancora viva. Echoes si era indebolito perché le donò un po’ del suo potere per riportarla in vita. Il giorno dopo, mentre la giornata scolastica giungeva al termine, Kirima Nagi e Niitoki Kei riflettevano sugli eventi del giorno prima, mentre Boogiepop dava il suo addio a Takeda in quanto il pericolo era ormai passato e di lui non c’era più bisogno.

Il fascio di luce generato dal sacrificio ultimo di Echoes altera il campo magnetico della cittadina formando nel cielo un’aurora boreale alquanto anomala, sia nell’aspetto che alla latitudine dove compare. Ad un mese di distanza dalla comparsa di questa aurora in alcuni ragazzi si sono risvegliati dei poteri sovrannaturali.

I tre aspetti ordinatori.

Per comprendere meglio l’intera opera di Kadono bisogna prima fissarne i suoi punti cardine. È indubbio come l’universo di Boogiepop ruoti attorno a tre aspetti non meglio identificati. Ovviamente mi sto riferendo allo stesso Boogiepop, ad Echoes ed all’organizzazione TOWA. Paragonabili a delle entità divine, hanno tuttavia natura differente, rispettivamente: psichica, trascendente ed umana. Essi tessono i fili dell’intera storia, e nonostante non compaiano praticamente mai, la loro presenza è sempre incombente. Ma che cosa sono in realtà? Cosa rappresentano? Qual’è il simbolismo che Kadono ha nascosto in loro?

Boogiepop.

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La natura di Boogiepop ci viene rivelata nelle prime pagine della light novel Boogiepop and Others. Il protagonista di quest’ultima, Takeda Keijii, venuto a conoscenza che la sua ragazza, Miyashita Touka, e la leggenda metropolitana Boogiepop condividono lo stesso corpo, cerca di trovare una spiegazione plausibile su come ciò fosse possibile. La prima conclusione alla quale arriva è che Touka soffra di un disturbo dissociativo dell’identità. Tuttavia non è molto convinto di questa ipotesi. Dopo diversi giorni trascorsi a parlare con Boogiepop, Keijii si esprime con queste parole:

… non è un caso [quello di Miyashita] di personalità multipla, ma di un soggetto maniaco-depressivo. A scuola non parlava mai con nessuno, mentre a casa era sempre brillante e felice. I suoi genitori erano diventati apatici e freddi, quindi cercava disperatamente di illuminare quell’atmosfera cupa. Sfortunatamente lo stress era troppo per lei, e i suoi effetti cominciarono a manifestarsi esternamente. Il suo comportamento divenne sempre più strano, finché alla fine fu portata da un dottore e il problema fu scoperto. Fu curata, la sua famiglia fece ammenda e la sua casa divenne un posto molto più tranquillo. Questo tipo di disturbo psicologico “di riappacificazione” viene definito “il Trickster” e per qualche ragione, mi è sembrato molto simile a Boogiepop.

Ed è proprio la figura del Trickster che è importante. Una delle personalità descritte dallo psicanalista Carl Gustav Jung nella sua teoria degli archetipi. Questi sono una manifestazione del nostro inconscio collettivo. Ogni individuo ha dentro di se tutti gli archetipi, incluso quindi quello del “Trickster”, seduti sul confine tra conscio ed inconscio.

L’archetipo del “Trickster” ha molte forme, sia umane che animali. È presente in quasi ogni cultura e religione umana: dalla mitologia greca, ai nativi indiani fino alle tribù africane ed ovviamente anche nella mitologia nipponica. Inoltre sembra essere una commedia degli opposti. Il suo ruolo in base alla cultura popolare può variare, può essere rappresentato come un’entità buona o malvagia (questo il motivo del simbolo dello Yin e yang sul suo mantello), può incarnare il distruttore o il messaggero divino. Proprio quest’ultimo è il caso della mitologia giapponese: la volpe (kitsune). In un flashback dell’episodio V dell’anime, i genitori di Miyashita, affermano che la sua doppia personalità è da attribuire ad uno spirito della volpe che si impossessa del suo corpo, un Kitsunetsuki. Il fatto che in genere le vittime siano giovani donne, spiega il motivo per il quale Boogiepop abbia scelto una ragazza come ospitante, e spiega anche il motivo per il quale la sua leggenda circola solamente tra le giovani donne. Tuttavia ciò che rende Boogiepop l’archetipo del “Trickster” è il ruolo che questo svolge in tutte le culture e religioni: insegnare una lezione morale o esporre la follia degli uomini. Per dirla in termini kadoniani “eliminare i nemici del mondo”, che alla fine sono loro stessi.

Inoltre gli archetipi venendo prima dell’esperienza sono quindi istintivi. Questo spiega la frase spesso enunciata da Boogiepop “Io sono automatico”, ovvero emerge dall’inconscio collettivo quando avverte il pericolo, come rappresentasse l’istinto di sopravvivenza dell’umanità.

Ma passiamo ora al suo tratto caratteristico: il fischio. La melodia intonata da Boogiepop ogni qualvolta compare in scena è quella dell’opera Die Meistersinger von Nürnberg (I maestri cantori di Norimberga) di Richard Wagner. La scelta di questo motivo non è da attribuire ad i gusti musicali di Kadono, è da ricercare invece nella sua simbologia filosofica. Quest’opera di Wagner fu fortemente influenzata dalla filosofia di Arthur Schopenhauer, in particolare dal concetto di musica come la più grande delle arti.

Difatti anche se Die Meistersinger è una commedia, illustra anche le idee di Wagner sul ruolo della musica nella società, sulla rinuncia a “Wille” (volontà) e sul conforto che la musica può portare in un mondo pieno di “Wahn” (delusione, follia, autoinganno, autodistruzione). Esattamente ciò che fa Boogiepop, corregge i comportamenti autodistruttivi e distruttivi degli abitanti della città, ricollegandosi oltretutto all’archetipo del “Trickster”.

Resta ora da analizzare solamente l’etimologia del nome: per cosa sta Boogiepop? Dalle varie opere di Kadono è possibile pensare che il prefisso “boogie” provenga da “boogie man”, conosciuto nel nostro paese come “uomo nero”, ovvero colui che rapisce per sempre i bambini, un po’ come la leggenda metropolitana che circola su Boogiepop di rapire le ragazze nel loro momento di massimo splendore. Mentre per quanto riguarda il suffisso “pop”, viene più volte ricollegato dallo stesso Boogiepop al modo con il quale lui appare e scompare dal nulla, come lo scoppio di una bolla di sapone, ovviamente dall’inglese “to pop a bubble”. Tuttavia l’origine del nome è molto più profonda, e non è possibile capirla se non attraverso la spiegazione che ci viene data dallo stesso autore:

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Queste sono le tre pagine conclusive, della postfazione, alla seconda light novel pubblicata da Kadono, ovvero Boogiepop Returns VS Imaginator Vol 1. Per chi non fosse molto ferrato con l’inglese, il nome Boogiepop deriva dal conflitto interiore dell’autore tra l’essere uno scrittore di light novel, quindi un artista “pop”, ed il non essere allo stesso tempo un amante della stessa cultura pop, in quanto i suoi gusti artistici sono quelli di romanzi, cinema e musica di trenta-quaranta-cinquanta anni fa. Questo lo porta a scrivere novel oscure, “boogie” per l’appunto, destinate ad una nicchia ristretta di persone, e che causano a Kadono più di qualche problema con i suoi editori.

Echoes.

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Echoes è il cuore dell’intera opera di Kadono, nonostante egli appaia soltanto in qualche scena nella prima light novel e tramite un paio di flashback nell’anime. Nell’introduzione a questo paragrafo ho definito la sua origine “trascendente”, questo perché nonostante venga descritto più volte nelle varie opere come un alieno, la sua vera natura è senza alcun dubbio divina. Senza girarci troppo attorno, Echoes è Dio, o meglio, è il figlio di Dio, nel senso cristiano del termine. L’immagine che ho scelto è già abbastanza esplicativa di suo, una rivisitazione in chiave moderna della crocifissione di Cristo. Tuttavia la conferma più grande di ciò è data da Kamikishiro, allego una pagina del manga abbastanza esplicativa:

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Echoes è disceso dallo spazio (dal regno dei cieli-paradiso), è stato mandato sulla terra da questo “Grande Coscienza” (Dio), il suo vero corpo tuttavia è rimasto nello spazio (accanto a Dio), e la sua missione è quella di mettere alla prova l’umanità (familiare?). Scendendo sulla terra ha però scelto una forma troppo evoluta (la sapienza, i miracoli) ed è stato catturato per questo dalla organizzazione TOWA (Impero Romano) e crocifisso. Inoltre Echoes, nel finale della prima light novel, si sacrifica per salvare chi lo ama, esattamente come fece Gesù per il suo popolo.

Ciò nonostante Echoes non è una semplice rappresentazione di Cristo in Boogiepop Phantom, bensì estrapola da questo il concetto di messia:

In senso fig., salvatore o liberatore mandato da Dio, e in partic. la persona da cui si spera che, attuando profondi rivolgimenti politici e sociali, possano venire tempi nuovi e felici.

Echoes, come Cristo (Budda, etc.) è un essere illuminato, nel suo caso non da Dio, bensì dall’inconscio collettivo, e mandato sulla terra per comprendere se l’umanità sia pronta o meno per il successivo passo evolutivo. L’umanità che mette alla prova se stessa. L’evoluzione non è antropologica, ma è sociologica. Constatare quanti esseri umani stiano correttamente affrontando il loro percorso di individuazione, di illuminazione spirituale; quindi per dirla in termini nietzschiani, tanto cari a Kadono, Echoes è come Zarathustra che scende dalla montagna per vedere quanti soggetti siano effettivamente pronti a diventare superuomini.

Organizzazione TOWA.

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Nonostante sia composta da semplici esseri umani, dell’organizzazione TOWA non si conosce praticamente nulla. Non viene mai specificato chi o quanti siano a capo di essa, non è nota la sua gerarchia interna, non è certo nemmeno se sia soltanto un’organizzazione giapponese o di scala mondiale. Gli unici membri della TOWA che hanno un ruolo diretto nelle vicende raccontate sono gli agenti sintetici Spooky E, Scarecrow e Snake Eye. Questi sono l’ultima ruota del carro all’interno dell’organizzazione, difatti le uniche informazioni che rivelano sulla TOWA sono a dir poco approssimative, e riguardano esclusivamente lo scopo che muove l’organizzazione: avere il completo controllo sul processo evolutivo della razza umana. Non è un caso che la parola giapponese “towa” sta per : eternità, perpetuità, per sempre, immortalità, tempo infinito.

L’organizzazione TOWA ha occhi ovunque, sempre alla ricerca di individui evoluti. Il loro scopo è quello di prima sfruttarli come cavie per i loro esperimenti, e poi eliminarli in quanto soggetti fuori dal processo evolutivo stabilito dall’organizzazione stessa. Il caso più importante ed ovviamente quello più simbolico è quello di Echoes. La TOWA, non avendo mai messo le mani su di un individuo così evoluto, decide di clonarlo per poi creare in serie il suo esercito di uomini sintetici. Il risultato è Manticore. Ovvio riferimento al famoso mostro mitologico, la manticora per l’appunto. Il nome deriva dall’antico persiano e significa “Mangiatrice di uomini”. Spesso raffigurata come un mostro dal viso di una bellissima fanciulla ed il corpo di una belva, che si nascondeva tra la vegetazione mostrando soltanto il volto attirando così le sue prede per divorarle. Esattamente come Manticore che prende l’aspetto di una bellissima ragazza per vivere e poter cacciare indisturbata all’interno della società. Ma non è tutto qui. L’aspetto simbolico di Manticore è quello dei concetti psicanalitici dell’incorporazione e dell’identificazione:

L’incorporazione è il processo con cui il soggetto, in modo più o meno fantasmatico, fa suo un oggetto all’interno del proprio corpo. Il significato dell’incorporazione è quello di assimilare le qualità di tale oggetto conservandolo dentro di se. Questo fa dell’incorporazione la matrice dell’identificazione.

L’identificazione primaria o cannibalica, «modalità primitiva e infantile di costituzione della persona, forma originaria di legame affettivo di un soggetto indistinto nelle sue identità di sé e altro», in cui nella fase orale dello sviluppo ci si immedesima con le figure primarie per “incorporazione” e senza ancora una chiara idea delle rispettive identità.

È proprio in questo che consiste il fallimento di replicare/clonare Echoes. Manticore è un essere infantile, senza una propria identità. Divora essere umani nel disperato tentativo di acquisirne una. Questo esperimento simboleggia il saltare all’ultimo stadio evolutivo senza però fare il percorso che porta ad esso. In termini psicoanalitici : scambiare il percorso di individuazione con l’identificazione. Insomma un esperimento destinato a fallire miseramente. Non si può diventare superuomini copiando/clonando l’identità di un altro superuomo.

Esistenzialismo fantasma.

Dopo aver narrato gli eventi precedenti alla serie animata, e sopratutto dopo aver delineato gli aspetti che governano il Boogiepop-verse, posso andare ora ad analizzare nel dettaglio gli avvenimenti dell’anime.

Questo può essere suddiviso grossolanamente in due parti: la prima nella quale ogni episodio è incentrato su di un differente personaggio, ognuno dei quali è affetto da una particolare psicosi, tutte causate da traumi legati al passato, che li porta ad essere degli emarginati della società. La seconda parte invece si concentra sullo svilupparsi del tema di fondo del cambiamentosvelando o approfondendo il pensiero di Kadono attraverso i personaggi ricorrenti dell’intera opera.

Trovare una tematica principale in Boogiepop Phantom è alquanto difficile. Personalmente lo definirei un’opera, dalle chiare tinte esistenzialiste, sulla ricerca della propria identità attraverso il trascorrere del tempo, con un occhio fisso sul passato e come questo influenzi la vita di un individuo, mentre l’altro fisso sull’avvenire e come l’umanità potrà cambiare a livello sociale grazie a nuove scoperte scientifiche.

Ogni scena di Boogiepop Phantom è stata studiata da Kadono e dal suo staff nei minimi dettagli, tanto che, nonostante l’anime sia composto solamente da dodici episodi, risulta d’obbligo analizzarli separatamente per poter comprendere al meglio la maestosità di questa opera.

Episodio I : Ritratti che emergono dalla memoria.
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Il primo episodio di Boogiepop Phantom è semplicemente mirifico. Funge allo stesso tempo da episodio introduttivo, da collante con la storia delle precedenti novels e da chiave di lettura per comprendere il pensiero dell’autore.

Kadono sceglie come prima scena dell’episodio la colonna di luce evocata da Echoes alla fine della prima novel. Una scelta estremamente emblematica. Questa scena simboleggia la continuità temporale ed artistica dell’opera di Kadono. Temporale perché la serie animata comincia precisamente nel punto dove la prima novel si conclude; artistica perché l’autore, grazie al differente mezzo di espressione, può mostrare finalmente al suo lettore la maestosità e la solennità della scena probabilmente più importante dell’intera prima novel. La continuità artistica tra letteratura ed animazione.

La protagonista di questo episodio è Moto Tonamura, studentessa del liceo Hijiridani. Una ragazza introversa e fortemente insicura. Il suo più grande problema è il rapporto con le persone di sesso opposto, perché al tempo delle medie non riuscì a confessare i suoi sentimenti al suo primo amore, Saotome Masami. Questo evento lega Tonamura a vivere costantemente nel passato, un complesso che condiziona fortemente la sua vita, che la porta pian piano che cresce ad alienarsi sempre di più dalla società. Tanto che nel finale dell’episodio accetta di buon grado di essere divorata da Manticore Phantom. Fortunatamente per lei c’è Boogiepop a salvarla dal mostro, che non si ferma soltanto a questo, difatti dicendole che è stato lui un mese prima ad uccidere Saotome Masami, fa capire a Tonamura che il suo complesso è morto insieme al suo primo amore, deve quindi superarlo ed andare avanti.

Un aiuto a comprendere meglio il valore simbolico del personaggio di Tonamura ci viene dato dalla regia di Watanabe. La prima scena nella quale viene presentata la protagonista è nel bagno delle ragazze mentre Tonamura si sta lavando le mani. Questa scena del lavarsi le mani viene riproposta più volte durante l’episodio. Al che ho colto la citazione di Kadono :

La rupofobia è un disturbo di ansia che rivela, secondo l’interpretazione psicoanalitica, che non riusciamo a sopportare le nostre mancanze, “ombre”, cioè le parti “nascoste” di noi; nel rito della pulizia cerchiamo, pertanto, di sbarazzarcene.

Primo dei molti riferimenti a Carl Gustav Jung ed alla sua psicoanalisi presenti in Boogiepop Phantom. Kadono con questo primo episodio vuole introdurre il concetto di “ombra” della teoria junghiana. Tonamura non sopporta le sue mancanze, ma non fa nulla per comprendere la parte oscura di se, al contrario si lascia intrappolare da essa nella prigione del passato, impedendo così la sua evoluzione, o per usare un termine caro a Jung, la sua individuazione.

Episodio II : Luce nelle tenebre.
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Il protagonista del secondo episodio è Hisashi Jonouchi. Anche lui studente al liceo Hijiridani. È il primo individuo evoluto a causa del fascio di luce che viene mostrato. Il suo sogno fin da bambino è quello di essere un eroe della società. Si applica duramente per diventare uno sportivo a livello internazionale, in modo da essere riconosciuto ed apprezzato da tutti. Purtroppo viene colpito da una brutta malattia, un sarcoma ad un arto superiore gli preclude il suo sogno. Anche lui come Tonamura cade in depressione, vittima della sua “ombra”.

In questo episodio comprendiamo come questi individui si sono evoluti. La principale responsabile è Fear Ghoul, o come viene mostrata nell’anime, la dott.ssa Kisugi. Quest’ultima propone a Jonouchi una cura sperimentale che potrebbe guarirlo nel giro di pochi giorni. Ovviamente si tratta del farmaco creato grazie agli esperimenti fatti su Echoes; lo stesso farmaco che Scarecrow usò per salvare Nagi Kirima e che tramutò la dott.ssa Kisugi in Fear Ghoul. Jonouchi accetta la cura propostagli. Inizialmente, salvo una gran febbre, non accade nulla. Tuttavia nella notte nel quale compare il fascio di luce Junouchi viene colpito da un suo frammento (questa è “la luce nelle tenebre” al quale fa riferimento il titolo dell’episodio). Il giorno seguente si sveglia con una nuova abilità: divorare i ricordi delle persone. Questa nuova abilità di Jonouchi altro non è che una metafora di un concetto della psicoanalisi freudiana: la repressione.

La repressione è il processo di forzare i pensieri nell’inconscio e impedire che pensieri dolorosi o pericolosi entrino nella coscienza; ingenuità apparentemente inspiegabile, perdita di memoria o mancanza di consapevolezza della propria situazione e condizione; l’emozione è consapevole, ma l’idea alla base è assente.

Jonouchi divorando gli insetti (rimorsi) che gravano sul cuore delle persone, non salva nessuno. Al contrario, cancellare il loro passato equivale a renderli meno coscienti di loro stessi, quindi ad ampliare la loro “ombra” e di conseguenza allontanarsi dall’ individuazione. Quando Jonouchi comprende l’errore che ha commesso, abbassando lo sguardo, vede il suo torace ricoperto di insetti (rimorsi).

A questo punto compare Boogiepop, ma non è lo stesso Boogiepop dell’episodio precedente, non ha il volto di Miyashita Touka, bensì quello di Yurihara, o meglio, di Manticore. Anche il suo modo di agire è totalmente differente dall’abituale. Solitamente Boogiepop compare ed elimina il “nemico del mondo” di turno salvando le sue vittime. In questo caso tuttavia non uccide Jonouchi ma si limita a rapirlo.

Episodio III : Aprirsi al mondo.

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Il terzo episodio ha come protagonista Misuzu ‘Panulu’ Udo, studentessa del liceo Hijiridani. Una ragazza solare, sempre di buon umore, che ama ed accetta il mondo per quello che è. Ma la sua è solamente una maschera, e delle peggiori anche. Ai tempi delle scuole medie Misuzu ebbe una grave crisi esistenziale. Non riusciva a trovare risposte alle domande esistenziali per eccellenza come ad esempio: perché siamo qui? Qual’è il senso della vita? etc. A superare questa crisi l’aiutò una sua amica attraverso gli insegnamenti di Panulu (un misterioso profeta) sull’accettare il mondo nella sua interezza. Misuzu si appassionò così tanto da cominciare a chiamare questa sua amica Panulu. Quest’ultima purtroppo viene uccisa da Fear Ghoul. Da quel giorno Misuzu si sforza di far sua quella filosofia di amore incondizionato verso tutto il creato, tanto da ereditare a sua volta il nome Panulu.

Misuzu cerca di essere qualcosa che non è. Ha semplicemente usato la filosofia di Panulu come scudo per non essere schiacciata dal mondo, come giustificazione per continuare a vivere, come facile risposta a tutte le sue domande esistenziali. Per questo motivo le compare più volte il fantasma di Panulu che indicandola le urla “Bugiarda!”.

Il pensiero di Kadono è nascosto nei dettagli. Tutto mi è saltato alla mente quando all’anniversario della morte di Panulu, Misuzu torna sul luogo dove fu uccisa portandole come regalo un disco musicale intitolato : Dio è morto. Ovvia citazione a Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche. Con questa frase Nietzsche indica nel suo libro la caduta dei valori occidentali a causa dell’avvento dell’era moderna e dello sviluppo tecnologico, aprendo così la strada al nichilismo; anche Kadono vuole dire che con la morte di Panulu causata da Fear Ghoul (individuo evoluto) i suoi valori sono caduti con essa, permettendo al nichilismo di insinuare la mente di Misuzu (rappresentato da Manticore Phantom).

Da notare inoltre come Kadono riprende la filosofia di Panulu direttamente da Così parlò Zarathustra, precisamente dal discorso intitolato Dello Spirito di Gravità, dove le persone che amano indistintamente tutto il creato vengono definite da Nietzsche con il termine “i contenti di tutto”. Un piccolo estratto:

Ma masticare e digerire tutto – questo è davvero da maiali. Dire sempre di ‘sì’ – questo solo l’asino l’ha imparato, e chi ha uno spirito come il suo!

Nel finale Boogiepop Phantom si rifiuta di salvare Misuzu perché il suo è stato un “pietoso tentativo di evolvere”. Vien da chiedersi perché Boogiepop Phantom agisce in questo modo. Perché nel secondo episodio salva Jonouchi, mentre abbandona Misuzu a se stessa? Dall’episodio precedente sappiamo cosa ha causato l’evoluzione di Jonouchi, ovvero l’iniezione del farmaco della dott.ssa Kisugi più l’essere stato colpito dal fascio di luce. Misuzu tuttavia non ha avuto nessuna delle due esperienze. Perché viene uccisa allora dall’agente della TOWA Snake Eye? Semplicemente perché Misuzu fa parte di quella piccolissima percentuale della popolazione mondiale che nasce evoluta, come Nagi Kirima per intenderci. Possiamo allora dire che il suo tentativo d’evoluzione viene definito da Boogiepop Phantom “pietoso” perché la sua evoluzione sta fallendo od è già fallita a causa del nichilismo che corrode la sua mente. Tutto quello che è intorno a lei viene corrotto dal suo essere, e Kadono ce lo fa capire con tutte quelle inquadrature di strutture in ferro arrugginite.

Un termine da tenere in conto è quello di arcobaleno. Viene tirato in ballo ad inizio episodio da Suema riferendosi all’aurora nel cielo della città, Nagi sottolinea subito il fatto che non si tratta di un arcobaleno. Inoltre nel finale dell’episodio Boogiepop Phantom chiede a Misuzu se l’arcobaleno è scomparso, lei terrorizzata grida di no. Il significato di ciò tuttavia verrà spiegato negli episodi finali.

Una curiosità da prendere con le pinze. Mi sono chiesto più volte se il nome Panulu avesse qualche significato particolare. Parlando prima di Zarathustra e tenendo conto anche dei rapporti di Carl Jung con l’India mi è sorto il dubbio che il nome Panulu potesse avere qualche legame con la cultura orientale. Difatti la parola “panulu” in alcune delle lingue parlate in India significa “farmaco”. Vien da se il paragone tra il farmaco che ha portato all’evoluzione di Jonouchi e Panulu (farmaco) che ha influenzato quella di Misuzu.

Episodio IV : Amare una ragazza pura.

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Yoji Suganuma è il protagonista del quarto episodio. Serve da paragone opposto all’episodio precedente. Si passa dalla disperata ricerca di Misuzu di comprendere la realtà, a Yoji che si rifugia in un mondo virtuale. Inoltre Kadono cambia anche il tipo di narrazione, estremamente diretta, che colpisce come un pugno lo spettatore. Per questo c’è molto poco da discutere sul significato di questo episodio, il tutto è fin troppo chiaro.

Il tema centrale è perdere la cognizione della realtà. Yoji, non riuscendo ad avere una vita sociale, si chiude in se stesso ed usa come forma d’escapismo il mondo virtuale. Come la maggior parte degli individui che soffrono di psicopatia, la causa principale del suo malessere mentale è la frustrazione sessuale. Come Kadono costruisce il progressivo distaccamento dalla realtà di Yoji è impressionante. L’autore sceglie inoltre un finale tragicomico. Dopo una storia così drammatica vedere che Yoji viene arrestato dalla polizia dopo aver dato di matto perché il fascio di luce aveva causato un blackout e quindi cancellato il salvataggio con all’interno la Rie virtuale, fa abbastanza ridere.

Nonostante in questo episodio sia tutto abbastanza semplice da cogliere, Kadono lascia comunque un altro tassello del puzzle per comprendere il suo pensiero. La storia di Yoji si svolge ovviamente nel passato rispetto agli altri episodi dell’anime, difatti è antecedente al fascio di luce, e nel finale incontra anche Misuzu e Panulu prima che quest’ultima venisse uccisa. Yoji era inoltre uno degli spacciatori che lavoravano per conto di Saotome Masami e Manticore al tempo della prima novel. Ed è proprio la droga Type-S l’elemento chiave dell’episodio. Kadono enfatizza su due fatti: gli effetti della droga ed il suo colore. Sia la ragazza con gli occhiali che Yoji grazie ad essa diventano impavidi, riescono a fare ciò che non sarebbero mai riusciti a fare, da individui introversi diventano aggressivi, furiosi. Ed è qui che Kadono torna a citare Carl Jung, in particolare la sua psicologia dei colori. Riporto brevemente cosa questa afferma riguardo al colore rosso:

Le persone con un livello elevato di energia Rossa sanno quello che vogliono e non hanno difficoltà a parlare schiettamente. Preoccupati principalmente dell’azione, affrontano rapidamente la situazione attuale e sembrano avere poca preoccupazione per il passato. Le loro risposte sono efficienti e mirate. Sanno ciò che vogliono e tendono ad essere impazienti con i ritardi.

Negli episodi finali tutto risulterà molto più chiaro.

Nota – Boogiepop Phantom viene spesso associato ad un altro anime molto famoso Serial Experiments LainQuesto episodio ne è probabilmente la maggiore causa. SEL viene considerato un anime molto all’avanguardia per l’epoca dato che nel lontano 1998 trattava tematiche come la diffusione di massa di internet, la realtà che si fonde con il mondo virtuale, ed i conseguenti disturbi della personalità che questo porterebbe. Anche Kadono con Boogiepop Phantom, pubblicato nel 2000, praticamente profetizza quelle che sarebbero diventate problematiche della nostra società anni dopo, in particolar modo con questo episodio.

Episodio V : Interludio.

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Il titolo dell’episodio dice tutto. Direttamente dal vocabolario :

Interludio : fig., letter. Intermezzo, breve serie di fatti che costituisce una parentesi, un’interruzione, un diversivo nel normale andamento delle cose, e sim.

Il quinto episodio è effettivamente composto da una breve serie di fatti che l’autore utilizza per alleggerire la fitta serie di episodi colmi di simbolismi e riferimenti vari. Tuttavia Kadono sfrutta questa pausa per ampliare i background di alcuni personaggi ricorrenti nel Boogiepop-verse come Suema Kazuko e Touka Miyashita, e comincia a dar forma al personaggio chiave di tutto l’anime: Kisaragi Manaka.

Proprio Miyashita, sia consciamente (quando è in se stessa) che inconsciamente (quando è posseduta da Boogiepop), introduce la tematica alla base di questo anime: il cambiamento. Riporto le esatte parole con le quali Boogiepop si rivolge a Suema:

Avere nostalgia di qualcosa che appartiene al passato ed essere prigionieri del passato sono cose molto differenti. Come muta il paesaggio della città, allo stesso modo anche le persone devono cambiare continuando a muoversi…

Ad inframezzare le storie delle tre protagoniste c’è l’agente TOWA Snake Eye, che lavorando sotto copertura come poliziotto di quartiere, racconta al suo collega ed allo stesso tempo allo spettatore cosa è e quale scopo ha l’organizzazione TOWA. Kadono però non si accontenta di una semplice sceneggiatura, la narrazione è basata sul concetto di ripetizione:

…il riproporsi nell’attuale, secondo varie modalità ripetitive, di contenuti del passato, inconsci, ritenuti inaccettabili dalla coscienza o dalla società. L’esigenza di ripetere l’evento appena accaduto, in modo da contenere la fonte di angoscia derivatane. Attraverso la ripetizione si può andare avanti ed indietro, principio e fine tendono quindi a coincidere.

Tutto viene rappresentato come se fosse una seduta di psicoanalisi dove Snake Eye è il terapeuta, il suo collega è il paziente, il contenuto inaccettabile dalla coscienza e dalla società è l’organizzazione TOWA tanto da essere ripetutamente considerata soltanto una diceria del web, l’angoscia che deriva da quest’ultima è quella ovviamente di una società segreta che spia tutti e governa il mondo, ed il fatto di andare indietro ed avanti nel tempo viene rappresentato con le varie inquadrature strette sull’orologio che segnano in ordine: prima le 6:58 poi le 9:17 ed infine le 9:05.

Episodio VI : Onora la Madre.

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La protagonista del sesto episodio è Shizue Wakasa, frequentava la scuola media quando venne uccisa da Fear Ghoul. È la madre di Shizue,  leggendo il diario segreto della figlia, a raccontare la sua storia.

Kadono con il personaggio di Shizue porta allo spettatore il concetto di isteria, in particolare quella da conversione :

I sintomi propri dell’isteria sono le manifestazioni corporee (afonia, disgusto, tosse nervosa) causate da un evento prematuro traumatico a sfondo sessuale, l’impotenza del padre, una madre incapace di dare al marito quello che vuole, il desiderio di scoprire cosa vuol dire essere donna. Anche se clinicamente sano, il soggetto tende a tradurre e “convertire” in disturbi somatici questi problemi di natura psicologica rimossi dalla coscienza.

Il male di Shizue a livello somatico non esiste, difatti non le viene riscontrato nulla dalle analisi del sangue e delle urine. Per questo viene mandata dallo psichiatra, che purtroppo per lei è la dott.ssa Kisugi (Fear Ghoul). Il trauma scatenante questa isteria è stato ovviamente quello di assistere, qualche tempo dopo la morte del padre, ad un rapporto sessuale che la madre ha avuto con un altro uomo. Quest’ultimo viene identificato da Shizue come un mostro, che spesso la perseguita nei sogni. La dott.ssa Kisugi, come un moderno Sigmund Freud, attraverso i sogni raggiunge il trauma alla base dell’isteria di Shizue, non per curarla ma per testare la sua forza di volontà. Ne è la prova il fatto che la dott.ssa Kisugi non le somministra il farmaco della TOWA, ma rimanendo affascinata dalla grande forza d’animo di Shizue, si limita soltanto a pregustare il sapore della paura che la ragazza proverà prima di essere uccisa.

Se questo non fosse abbastanza, Kadono per aiutarci nella comprensione di questo episodio inserisce due fermoimmagine che raffigurano due tavole di Rorschach, più precisamente la prima e la quinta. La prima tavola serve per capire l’immagine che il soggetto ha di se stesso, e fa parte del gruppo di tavole che serve allo psicoanalista per interpretare la mobilizzazione di aggressività e angoscia nel paziente. La quinta tavola invece è nel gruppo che indica le relazioni edipiche e sessualità e in particolare indica come la pregnanza formale verso un “oggetto alato” sia tale da poter dire che, se non viene percepita, siamo di fronte a disturbi nel rapporto con la realtà.

Il tema centrale del sesto episodio ci viene dato dal suo titolo: Onora la madre. Come il IV Comandamento, senza però la figura del padre. Difatti l’intero episodio è un inno al gentil sesso, che se ci si riflette bene è alla base di tutta l’opera di Kadono. Come ci spiega Miyu Kisaragi, la madre di Manaka, le donne, a differenza degli uomini, hanno due volti, un volto di donna ed uno di madre. Il primo pensa solamente ad apparire bello, quella bellezza che solo le donne posseggono. Il secondo è l’istinto materno, lo spirito di sacrificio verso i propri figli, quella sensibilità materna che soltanto le donne riescono ad avere verso il prossimo. Non è un caso che la protagonista della serie sia Nagi Kirima, la quale più volte ha mostrato la sua sensibilità dietro la sua maschera di teppista, o come Boogiepop emerge in Miyashita Touka e non in un uomo.

Episodio VII : Non esiste desiderio che non si possa esaudire.

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I protagonisti del settimo episodio sono i fratelli Sayoko e Mamoru Oikawa, entrambi studenti del liceo Shinyo. La loro è stata una famiglia normale fino al tracollo economico del padre causato dal suo fallimentare progetto del parco divertimenti Paisley Park. Oltre ai soldi il padre perse anche la sanità mentale, in quanto mise questo progetto davanti a tutto, anche alla sua famiglia; quando però gli investitori si ritirarono dal progetto la sua carriera si sgretolò insieme alla sua psiche.

Questa situazione familiare porta Mamoru a sviluppare una psicosi che lo porta continuamente a cercare l’elemento inutile all’interno di qualsiasi cosa, animata o meno, per poi rimuoverlo. Ed è proprio questo ciò che il personaggio di Mamoru rappresenta, il concetto di rimozione:

Meccanismo di difesa che allontana dalla coscienza desideri, pensieri o residui mnestici considerati inaccettabili e insostenibili dall’io, e la cui presenza provocherebbe dispiacere.

Solamente leggendo questa definizione si notano le somiglianze con il caso di Shizue Wakasa (episodio VI), come ad esempio i conati di vomito di natura psicosomatica. Ma sono tre gli elementi a fare la differenza : Mamoru è di sesso maschile; il ricordo che rimuove non è di natura edipica; ed infine a differenza di Shizue, Mamoru non è solo, ma ha l’amore di sua sorella Sayoko. Quest’ultima invece è la perfetta rappresentazione del termine Philia:

Termine greco con il quale viene indicato l’amore che vuole la felicità dell’altro prima della propria, è quel senso di reciprocità, di stima e di condivisione che nutriamo per qualcuno. Viene generalmente usato per definire l’amore tanto familiare-parentale (fratello-sorella) quanto il sentimento d’amicizia. Non implica affatto una componente sessuale.

Questo fortissimo legame ha permesso a Mamoru e Sayoko di evolvere come fossero un unico individuo. Sicuramente Mamoru essendo un paziente della dott.ssa Kisugi ha subito l’iniezione del farmaco sperimentale della TOWA, mentre Sayoko è stata colpita dal fascio di luce di Echoes.

In verità Mamoru, non possedendo una grande forza di volontà come quella di Shizue, trasforma la sua depressione in tendenza distruttiva verso il prossimo, invece di concentrare la sua attenzione su se stesso e capire quindi la causa del suo malessere. Difatti la rimozione più grande l’ha fatta a se stesso, ha rimosso la causa che ha sfaldato la sua famiglia e con essa la sua psiche. Mamoru deve riprendere coscienza di quel ricordo se vuole superare il trauma che l’ha portato alla depressione, senza fare questo non può evolvere ed è costretto a vivere nel passato e trascinando con lui anche sua sorella.

Nel finale vengono portati via da Boogiepop Phantom, in quanto come Junouchi (episodio II) la loro evoluzione è indotta, quindi non naturale. Nel prossimo episodio verrà spiegato chi o cosa è davvero Boogiepop Phantom e quale è lo scopo delle sue azioni.

Inoltre è da notare come Mamoru sia in parte causa involontaria della nascita del personaggio di Poom Poom. Il suo ricordo d’infanzia riguardante la recita dove interpretava Il pifferaio di Hamelin viene utilizzato da Manaka come base per la sua creazione.

Episodio VIII : Il suo modo di vivere.

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Probabilmente l’episodio più importante dell’intero anime, che ha come protagonista un fantasma. Chi ha letto le novels sa benissimo che Ichiro Kishida è l’alias di Kuroda Shimpei (Scarecrow) quando lavora sotto copertura, e sa inoltre che sacrificò la sua vita per salvare Nagi Kirima, ucciso per mano di un altro agente della TOWA, Mo Murder. Ci sono varie prove a confermare che Kishida sia in realtà il fantasma di Kuroda. Ad esempio l’amnesia, il senso di disorientamento, che prova appena arriva in città da Tokyo, causato semplicemente dal fatto di essere appena comparso o meglio evocato. Altra prova è il suo essere ossessionato da Nagi, come Kuroda si era innamorato di lei anche Kishida resta affascinato dalla sua personalità. Nel finale arriva la prova inconfutabile, ovvero la conferma di Nagi, la quale chiede a Kishida di levarsi gli occhiali e dirgli “Grazie”, cioè quello che avrebbe voluto dire a Kuroda ma che purtroppo non ne ha mai avuto la possibilità, data la prematura scomparsa di quest’ultimo.

È alquanto ironico come sia proprio un fantasma a spiegare cosa stia accadendo in città. Kishida, discutendo con Nagi, ipotizza che Boogiepop Phantom e tutti gli altri fenomeni siano semplicemente ologrammi generati dal campo elettromagnetico impazzito a causa del fascio di luce provocato da Echoes un mese prima. Kishida tenta allora, con poche parole, di esporre a Nagi la teoria dell’universo olografico. Questa sostiene che vivremmo tutti in una grande illusione, dove principi fondamentali come spazio e tempo non esisterebbero, concetti come passato presente e futuro non avrebbero alcun senso. Un universo formato da un mare di particelle subatomiche e frequenze alle quali queste si legano, dove tutti noi come esseri umani saremmo quindi ‘ricevitori’ galleggianti in un variopinto mare di frequenze, dove l’inconscio collettivo ci lega tutti alla stessa frequenza che chiamiamo “presente”.

La distorsione del campo elettromagnetico, causata dal fascio di luce, avrebbe quindi causato un’interferenza tra la frequenza del passato e quella del presente generando così questi fantasmi del passato. Questo ci viene confermato nel finale dell’episodio dallo stesso Boogiepop Phantom quando descrive la sua vera natura. Egli nacque dai brandelli di memoria dell’ultima scansione fatta da Manticore su Boogiepop poco prima di essere colpito dal fascio di luce di Echoes. Manticore Phantom d’altro canto ha probabilmente preso la forma di Saotome Masami in quanto la coscienza di Manticore è stata creata e modellata appunto da Saotome. Inoltre Boogiepop Phantom afferma che nel giro di pochi giorni, quando il campo elettromagnetico tornerà nuovamente stabile, lui, Manticore Phantom, Manaka e tutte le altre anomalie scompariranno. Rivelando così anche la sua missione, ovvero quella di salvare i ragazzi mutati dal fascio di luce rapendoli e nascondendoli nel vecchio cantiere abbandonano, tenendoli così al sicuro dagli agenti della TOWA finché appunto il campo elettromagnetico non si fosse ristabilito ed i ragazzi quindi tornassero ad essere normali.

Il tema centrale dell’episodio ci viene suggerito direttamente dal titolo. “Il suo modo di vivere” è ovviamente riferito a Nagi Kirima ed alla sua continua guerra solitaria contro le anomalie della società. Una metafora del percorso di individuazione che ogni essere umano dovrebbe fare, un percorso che si compie in solitudine, dove si prende coscienza di se stessi, dove i demoni o i fantasmi che si incontrano devono e possono essere sconfitti solamente con le proprie forze.

Episodio IX : Scorre il tuo tempo.

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Il nono episodio comincia con un flashback, quello nel quale Kuroda da il farmaco sperimentale a Nagi per interrompere la sua evoluzione prima che questa la porti alla morte, ed inoltre il momento nel quale la dott.ssa Kisugi ne entra in possesso.

Finito il breve flashback si torna al presente dove i protagonisti in questo episodio sono ben tre. Il tema centrale è il doloroso passaggio dall’infanzia alla maturità, quel periodo della nostra vita colmo di insidie e dubbi che chiamiamo adolescenza.

La prima protagonista è Saki Yoshizawa. Sin da bambina impara a suonare il pianoforte per la felicità dei genitori ed essendo particolarmente portata la sua bravura viene elogiata da tutti, in particolar modo dai suoi genitori che hanno già deciso il suo futuro da pianista affermata. Quando però la docente dell’università di musica consiglia a Saki di cambiare corso di studi perché non possiede le capacità necessarie per diventare una professionista, le cade il mondo addosso. Nonostante l’impegno con il quale ha preso lo studio dello strumento, non può far nulla per quelle mani piccole inadatte a suonare il pianoforte. Saki non può e non vuole deludere i suoi genitori, cede quindi all’illusione di Poom Poom di farla tornare ad essere quella bambina elogiata da tutti per la sua bravura nel suonare il pianoforte. Saki torna a casa apparentemente spensierata, non appena però si trova davanti al pianoforte torna in se stessa e viene nuovamente investita dal dolore. Decide quindi di togliersi la vita.

  • Saki è sempre stata succube della società, quello di diventare pianista non era stato un suo sogno ma quello dei suoi genitori, lei si è semplicemente convinta che quella dettata dai genitori fosse la strada giusta. Quando l’impossibilità di poter realizzare quel sogno si abbatte su di lei, Saki cerca di fuggire attraverso Poom Poom, ma il pianoforte che l’aspetta nel finale le mostra come sia impossibile fuggire dalla realtà, si può solo affrontarla. Purtroppo la situazione di Saki è disperata, è talmente schiacciata dalle aspettative altrui che preferisce togliersi la vita invece che deluderle.

La seconda protagonista è Akane Kojima. Il suo sogno è quello di diventare una scrittrice di fiabe per bambini. Ma il suo sogno si infrange con la realtà del sistema scolastico giapponese. Akane è portata per le materie scientifiche e non per quelle umanitarie, per questo la professoressa decide che il suo percorso di studi universitari deve e sarà ad indirizzo scientifico. Akane tenta quindi di dimenticare il suo sogno d’infanzia bruciando il racconto al quale aveva dedicato tutta se stessa: Poom Poom. Quando quest’ultimo le si materializza davanti, promettendole di restituirle la felicità e la spensieratezza che aveva da bambina, Akane accetta immediatamente.

  • Il personaggio di Akane fa da paragone opposto a quello di Saki. Akane vuole diventare una scrittrice di fiabe, e questo è un suo sogno, non di qualcun altro. Decide comunque di abbandonarlo perché questo è quello che le viene imposto dalle regole della società, segue il senso civico invece che la sua volontà. Per questo cade nell’illusione della sua stessa creazione, anche Akane vuole fuggire da un realtà che la opprime e che pensa di non poter cambiare.

Il terzo protagonista è Yoshiki Tabata. Un ragazzo tanto di buon cuore quanto ingenuo. Yoshiki è convinto di essere circondato da amici veri che, nonostante gli facciano qualche scherzo di troppo, nel profondo tengono molto a lui. Quando in quella famosa notte viene colpito dal fascio di luce di Echoes, sviluppa la capacità di leggere il pensiero delle persone che lo circondano. Il giorno seguente Yoshiki capisce amaramente di essere sfruttato da tutti perché benestante, e che in realtà nessuno trova piacevole la sua presenza. Ormai in preda alla disperazione Yoshiki cade facile preda di Poom Poom, che gli promette di farlo tornare bambino e di essere suo amico per l’eternità. Essendo evoluto a causa del fascio di luce di Echoes, nel finale viene rapito da Boogiepop Phantom.

  • Se le prime due protagoniste sono incentrate sul passaggio dall’infanzia a ciò che si vuole fare ed essere da adulti, il personaggio di Yoshiki è incentrato invece sui rapporti interpersonali. Quando si è bambini si gioca spensieratamente insieme agli altri bambini, in una felicità che non si ritroverà mai più in età adulta. Una felicità che nasce dall’incoscienza. Man mano che si diventa adulti ognuno di noi prende coscienza di se e di ciò che ci circonda, si limano i caratteri e si hanno interessi diversi. Yoshiki tuttavia è rimasto incatenato al suo essere bambino, il fascio di luce gli ha semplicemente dato un mezzo veloce attraverso il quale poter prendere coscienza della situazione disperata nella quale si trova. Poom Poom semplicemente lo riporta nello stato di felicità apparente nel quale si trovava prima che il fascio di luce lo colpisse.
Episodio X : Poom Poom.

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Come il titolo suggerisce, il protagonista del decimo episodio è Poom Poom, un’anomalia creata involontariamente dal potere di Manaka. All’origine di Poom Poom ci sono due ricordi: Akane Kojima che brucia il suo libro di fiabe, e la recita di Mamoru Oikawa dove interpretava il Pifferaio di Hamelin. Solitamente Manaka con il suo potere fa soltanto rivivere alcune memorie del passato, tuttavia in questo caso i ricordi hanno preso forma, si sono materializzati. Questo con ogni probabilità è accaduto perché alla base del personaggio di Poom Poom c’è uno dei concetti più importanti della psicoanalisi : il lutto.

Il lutto si può descrivere come una reazione complessa, individuale o di gruppo, dinanzi alla separazione o alla perdita dell’oggetto d’amore percepita e vissuta come irrecuperabile. La tipica conformazione psicodinamica del lutto, vissuto come esperienza conflittuale, apparentemente inspiegabile, tra rimpianto e senso di sollievo, nostalgia, amore e rabbia di fronte alla perdita dell’oggetto d’amore, richiede che vengano presi in considerazione e interpretati i processi psichici, soprattutto inconsci, alla base della personalità umana. In questa prospettiva la psicoanalisi ha riconosciuto, nella capacità di affrontare e di vivere il lutto, una delle esperienze critiche fondamentali del processo di maturazione umana.

Akane Kojima bruciando i suoi libri di fiabe perde la sua infanzia, Mamoru Oikawa a causa del Paisley Park perde per sempre suo padre e la tranquillità della sua famiglia, ed anche Manaka con la perdita della madre prima e della nonna poi. Questo sentimento di disperazione così forte ha probabilmente evoluto il potere di Manaka abbastanza da creare quell’anomalia temporale chiamata Poom Poom. Quest’ultimo, come il pifferaio di Hamelin, si vendica degli adulti portando via il bambino che è in loro, come punizione per non aver rispettato i sogni e le promesse che avevano fatto a loro stessi. Nel finale Poom Poom viene convinto da Boogiepop a svanire, in quanto la sua esistenza è un paradosso, la sua missione non porta felicità alle persone, ma soltanto morte, come ad esempio Saki o il tentativo di Akane di gettarsi nel vuoto salvata all’ultimo momento da Nagi Kirima.

Per concludere lascio una citazione di Carl Jung pertinente non solo a questo episodio ma all’intero messaggio dell’anime:

…tutta la vita è cambiamento, perdita e morte, per questo il lutto si configura come l’accettazione del mistero della morte e una ricerca continua di risposte.

Episodio XI : L’arcobaleno.

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L’undicesimo episodio può essere considerato il finale di Boogiepop Phantom, in quanto conclude l’arco narrativo dell’anime. Inoltre racchiude in se il messaggio che Kadono vuole trasmettere. Si può affermare che tutti gli episodi precedenti a questo servano solamente a preparare la mente dello spettatore a comprendere più facilmente ciò che l’autore vuole esprimere attraverso questo episodio.

Il primo personaggio che viene mostrato è Rie Takai, studentessa del liceo Hijiridani. È la stessa Rie che nel quarto episodio viene presa di mira da Yoji Suganuma. Afflitta da problemi esistenziali, come Misuzu ‘Panulu’ Udo (Episodio III), Rie è una ragazza che non trova alcun senso nel continuare a vivere. Non è da sottovalutare il fatto che lei frequenti il liceo Hijiridani e non lo Shinyo, che nel quarto episodio afferma essere la sua prima scelta, in quanto potrebbe essere stata questa la causa scatenante dei suoi conflitti interiori. L’emblema dell’oppressione che il sistema scolastico giapponese ha sui suoi studenti (si potrebbe aprire una grossa parentesi su questo argomento, ma questa non è la giusta sede). Da notare inoltre la contrapposizione che Kadono fa tra Rie e Moto Tonamura (Episodio I). Prima di tutto è interessante come l’episodio conclusivo si ricolleghi al primo, sottolineando come la narrazione sia una sorta di trappola temporale, dove passato e presente si fondono (che poi è lo stesso concetto alla base del personaggio di Manaka). Da notare inoltre il paragone che l’autore fa tra questi due personaggi. Nonostante non abbiano nulla in comune, entrambe fanno però parte dello stesso gruppo di amici. Rie è una ragazza estroversa, con una vita sociale molto attiva, tuttavia non è soddisfatta della sua esistenza, per questo cade nel vortice del nichilismo. Tonamura invece è l’esatto opposto, una ragazza introversa, fa parte del gruppo semplicemente perché trascinata per pietà dalla sua amica delle medie, ed è proprio il non riuscire ad inserirsi nella società che la porta ad abbracciare la morte. Tuttavia i loro finali differiscono marginalmente. Il male interiore di Tonamura è originato dalla sua ossessione del passato che non le permette di andare avanti, di evolvere, per questo nel finale si arrende ad esso ed è solamente grazie a Boogiepop se trova la salvezza. Anche Rie viene salvata da Boogiepop, nel suo caso indirettamente, o meglio, appena in tempo. Quando Manaka viene sconfitta da Boogiepop, con essa scompaiono anche tutti le farfalle/fantasmi del passato, inclusi quelli di Rie, che riesce così ad impedire alla se stessa del passato di uccidersi. Il personaggio di Rie personifica il pensiero di Seiichi Kirima e quindi dello stesso Kadono:

D’improvviso, il passato prende d’assalto il presente servendosi dell’inesorabile tormento della memoria.

La vera protagonista dell’undicesimo episodio è però Manaka Kisaragi. L’antagonista principale dell’intera serie animata, ruolo che ricopre in maniera alquanto singolare. Dal suo racconto si può affermare come Manaka fosse affetta dalla stessa “patologia” che colpì Nagi Kirima anni prima: l’evoluzione. Tuttavia sia il corpo che la mente di Manaka crescono/evolvono molto più rapidamente rispetto a Nagi, tanto da portarla già in tenera età ad avere poteri sovrannaturali: le farfalle temporali. Essendo il personaggio chiave dell’intera opera, ed avendo inoltre una personalità estremamente articolata e complessa, esige un’analisi più approfondita:

  • Le farfalle temporali – Sappiamo tramite il racconto della stessa Manaka che consiste nel rievocare fatti avvenuti nel passato ed assimilare le informazioni contenute in essi. Manaka può usarlo su se stessa o su altre persone. Per spiegare meglio questo suo potere bisogna tornare all’episodio VIII, dove Kishida illustra la teoria dell’universo olografico. Manaka essendo una forma evoluta della specie umana, oltre a potersi legare alla frequenza del presente, può anche legarsi a piacimento a quella del passato, potendo così rievocare memorie sotto forma di farfalle lucenti. Perché le farfalle? Secondo le credenze popolari nipponiche le farfalle trasportano o rappresentano le anime dei morti (ad esempio quando nel finale Manaka, dopo essere morta, va a salutare sua madre prima di svanire per sempre). Inoltre, nella tradizione giapponese, seguire una farfalla indica la soluzione di un problema o aiuta a svelare un mistero (basti pensare a tutti misteri che ha rivelato Manaka facendo vedere eventi del passato ai vari personaggi dell’anime).
  • Analogia con Echoes – Mettere a confronto Manaka ed Echoes risulta ovvio. Entrambi sono esseri incredibilmente evoluti. Nei loro primi anni di vita entrambi sono stati tenuti lontani dalla società. Echoes come prigioniero, o meglio, come cavia da laboratorio dall’organizzazione TOWA; mentre Manaka è stata tenuta segregata in casa da sua nonna perché considerata da quest’ultima un demonio indegno di vivere tra le altre persone (la nonna come la TOWA, un altro parallelismo come questa organizzazione non sia altro che un’iperbole della società giapponese). Tuttavia la caratteristica che accomuna maggiormente questi due personaggi è il modo con il quale essi si esprimono: la tautologia. L’organizzazione TOWA blocca con i suoi esperimenti la capacità di Echoes di interagire con le persone, in quanto sappiamo che Echoes può legarsi sia alla frequenza del passato che quella del futuro, ed è soprattutto per quest’ultima che la TOWA gli ha voluto tappare la bocca. Manaka d’altro canto decide lei stessa di usare la tautologia come forma d’espressione (prendendo esempio proprio dal ricordo rievocato degli esperimenti della TOWA su Echoes), questo perché è terrorizzata da quella enorme mole di informazioni, da quell’infinita conoscenza, acquisita grazie al suo potere di rievocare e leggere i ricordi di tutto ciò che la circonda. La differenza tra i due sta proprio qui. Come ho descritto nel paragrafo precedente, l’evoluzione di Echoes è completa, perfetta, la sua visione del mondo è totale; al contrario l’evoluzione di Manaka è parziale, vedere il mondo attraverso lo spettro del passato non porta ad evolversi, bensì al deperimento della propria mente, ed anche del proprio corpo nel caso di Manaka.
  • Una ragion d’essere fatale – Manaka, una volta libera dalla sua prigionia e non avendo il coraggio di interagire direttamente con la società, cerca comunque di avere uno scopo nella sua esistenza, così decide di usare il suo potere per aiutare gli altri. Manaka, essendo un’innocente bambina di cinque anni ed avendo vissuto tutta la sua breve vita filtrando il mondo che la circondava con il passato, considera il suo potere una benedizione e per questo vuole usarla per il bene della società. Decide quindi di mostrare il passato o eventi passati delle persone che incontra per la città credendo di donare loro più coscienza. Purtroppo non comprende che quello che fa è soltanto nocivo per gli altri. Manaka trasforma la città in una enorme prigione temporale, dove tiene inconsapevolmente intrappolati i suoi abitanti, non permettendo loro di andare avanti, di evolvere. Per comprendere ciò Kadono inserisce nell’anime il personaggio di Poom Poom. È Manaka a dar vita a Poom Poom, un’anomalia che parla al suo posto e che fa la sua volontà, difatti è un bambino come lei e come lei vuole giocare con altri bambini, e per farlo intrappola vari ragazzi nel loro passato. Per fermare questa follia interviene Boogiepop, Manaka è inconsapevolmente un nemico del mondo. Boogiepop non ha bisogno di armi per fermare Manaka, le spiega semplicemente il motivo per il quale quello che sta facendo è sbagliato, la istruisce, come farebbe una qualunque maestra con un suo alunno. Non dimentichiamoci mai che Manaka ha soltanto cinque anni.
  • Una morte rivelatrice – Grazie al discorso fattole da Boogiepop, Manaka comprende i suoi errori ed inoltre comprende che la sua fine è vicina, la sua evoluzione è fallita e la sta portando rapidamente alla morte. Avendo appreso tramite il suo potere gli eventi che riguardano la scomparsa di Echoes, Manaka  paragona la sua morte a quella di quest’ultimo. Difatti è Manaka a spiegarci il finale della prima novel Boogiepop and Others. Quello che fa Echoes è trasmettere all’inconscio collettivo le informazioni dell’esperienza che ha vissuto sulla terra. Echoes ha raggiunto il suo scopo. D’altro canto Manaka prima crede che le spetti lo stesso destino di Echoes, in quanto entrambi esseri evoluti, quando però si rende conto di aver fallito la sua missione, cambia idea e comincia a pensare che invece le spetterà una morte nella solitudine più totale. A questo punto le compare Echoes, come una divinità, che prendendola per mano le fa completare lo scopo al quale era destinata, ovvero quello di ridistribuire i giusti ricordi agli abitanti della città in modo da far processare correttamente le loro psicosi, in modo da far sconfiggere ad ognuno di loro i propri fantasmi del passato, come accade a Rie. L’intera cittadina accetta e supera il suo passato, ed evolve assieme alla sua skyline. Tuttavia Manaka non ha ancora completato il suo percorso di individuazione, per questo Echoes la conduce da sua madre, perché Manaka deve comprendere il suo di passato, o meglio, deve affrontarlo. Una volta fatto, anch’essa scompare in un fascio di luce, proprio come Echoes, la sua evoluzione è completa. Da notare infine il forte contrasto che Kadono crea tra Manaka ed il personaggio di Miyu Kisaragi (sua madre). Miyu durante il parto soffre di una forte febbre cerebrale che le causa gravi danni alla memoria, in particolare non riesce più a formare nuovi ricordi, è costretta quindi a vivere in un perenne presente. Ovviamente si tratta del caso limite opposto a quello di Manaka, inserito appositamente da Kadono per rafforzare il messaggio che vuole far passare con la sua opera. Se l’ossessione per il passato porta Manaka ad allontanarsi dal suo percorso di evoluzione spirituale, allo stesso tempo senza avere dei ricordi risulta impossibile potersi evolvere e, come Miyu, si resta bloccati in un limbo senza uscita.

La strana aurora boreale che angosciava l’intera cittadina, comparsa a causa del campo elettromagnetico alterato dal fascio di luce di Echoes, scompare assieme al fascio di luce generato da Manaka. Il cerchio temporale si chiude. Il giorno successivo nel cielo della cittadina risplende un bellissimo arcobaleno.

Ma cosa sta a simboleggiare questo arcobaleno? La risposta ce la dona ancora una volta Carl Jung con la sua teoria dei colori. Secondo il famoso psicanalista in ogni individuo sono presenti quattro funzioni psichiche principali: Sentimento, Pensiero, Sensazione e Intuizione. Ognuna di queste indica un diverso modo di rapportarsi al mondo. Inoltre vengono rappresentate da Jung attraverso quattro colori rispettivamente: blu, verde, giallo e rosso. Colori presenti per l’appunto nell’arcobaleno. Questo rappresenta quindi il ripristino delle forze psichiche all’interno della città, il ritorno all’equilibrio dopo un periodo di caos simboleggiato da quella sinistra aurora tinta di un marroncino, che non a caso è l’esatto colore che viene fuori mescolando assieme tutti quelli citati precedentemente. La città come metafora della nostra mente. L’uomo, per poter cominciare il suo percorso di individuazione, deve prima affrontare e scacciare via tutti i suoi fantasmi del passato, deve quindi conoscere se stesso, deve trovare il proprio equilibrio interiore, deve distinguere e comprendere le forze/i colori che agiscono dentro di lui trovando così la pace interiore, il proprio arcobaleno; altrimenti continuerà ad essere eternamente angosciato dall’aurora di caos che ha nella sua mente.

Una curiosità. Il titolo “Under the gravity’s rainbow” che compare all’inizio dell’episodio è una chiara citazione. Difatti Gravity’s Rainbow è un famoso romanzo di fantascienza scritto da Thomas Pynchon. Alcuni temi di questo romanzo vengono ripresi da Kadono  per la creazione del Boogiepop-verse, come ad esempio:

  • Mettere in risonanza l’oscillazione tra destino e libero arbitrio – Emblema di questo in Boogiepop è Nagi Kirima, anche se questa tematica è trattata in molti altri personaggi.
  • L’arco della trama è ciclico o circolare – Come in Boogiepop Phantom.
  • L’introduzione della casualità nella fisica attraverso lo sviluppo della meccanica quantistica, rompendo così l’assunzione di un universo deterministico – L’universo olografico citato da Kishida nell’episodio VIII è una teoria nata dalla meccanica quantistica.
Episodio XII : Con il sonno tutto svanisce.

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L’ultimo episodio dell’anime si svolge all’incirca un anno dopo gli eventi accaduti precedentemente. Kadono attraverso questo episodio ribadisce due concetti centrali della sua opera: la natura di Boogiepop ed il tema del cambiamento come evoluzione.

Kadono utilizza saggiamente l’incontro tra Kishida/Manticore e Boogiepop per mostrare un flashback riguardante la nascita di quest’ultimo, causata dallo shock traumatico che subì Touka vedendo la morte violenta di Kuroda (scene estrapolate direttamente dalla novel Boogiepop at dawn). In un altro flashback l’autore mostra la natura di Boogiepop, lo scopo della sua esistenza. In questo viene mostrato la richiesta che Phantom fa a Boogiepop prima di scomparire per sempre: prendersi cura dei ragazzi evoluti che ha rapito. Phantom li ha rinchiusi in dei bozzoli, formati dai filamenti dei loro campi celebrali che avvolgono l’intera città, nei quali questi sogneranno finché il resto dell’umanità non avrà raggiunto il loro stesso stadio evolutivo. Questo è un ovvio rimando all’inconscio collettivo di Jung, un campo elettrico che avvolge la città formato dai filamenti celebrali delle persone che vivono in essa, una rete che unisce tutte le coscienze dei suoi abitanti. Per spiegare questo concetto Kadono crea una delle scene più belle dell’intera animazione giapponese: il theremin nel tunnel.

Il theremin (pronuncia inglese [ˈθɛrəmɪn]) è uno strumento musicale elettronico, il più antico conosciuto che non preveda il contatto fisico dell’esecutore con lo strumento. Fu inventato nel 1919 dal fisico sovietico Lev Sergeevič Termen (noto in Occidente come Léon Theremin o Theremine) e si basa su oscillatori che, lavorando in isofrequenza al di fuori dello spettro udibile, producono, per alterazioni delle loro caratteristiche a seguito della presenza delle mani del musicista nel campo d’onda, dei suoni sul principio fisico del battimento, questa volta nel campo delle frequenze udibili.

-estratto da wikipedia.org

Boogiepop posiziona il theremin nel tunnel (da notare come le due antenne luccichino come i filamenti dell’arma di Boogiepop), sotto i bozzoli dei ragazzi rapiti, e la melodia che questi suonano è quella di Die Meistersinger von Nürnberg, lo stesso brano fischiettato da Boogiepop che, come ho già descritto nel precedente paragrafo, è la personificazione dell’inconscio collettivo junghiano.

Questa scena racchiude in pochi attimi l’intera opera di Kadono. La scelta del theremin, uno strumento che utilizza oscillatori di frequenza, rievoca tutta la parte del pensiero dell’autore sulle teorie quantistiche. Il motivo del Die Meistersinger von Nürnberg accennato su di esso a simboleggiare la coesione della razza umana, quindi all’inconscio collettivo di Carl Jung. Inoltre le tematiche dell’opera wagneriana legate alla filosofia di Arthur Schopenhauer, sulla musica come arte suprema, forma per eccellenza d’escapismo, che permette all’uomo di fuggire dai mali del mondo; esattamente quello che fa Boogiepop Phantom con i ragazzi rapiti, li fa fuggire in un mondo di sogni dove l’organizzazione TOWA non può far loro del male.

Proprio la TOWA è strettamente legata al tema del cambiamento. Questa vuole controllare il processo evolutivo dell’intera razza umana, rendendo tutti degli omologhi. Questo tuttavia non è solamente immorale ma è prima di tutto contro natura. Ogni essere umano è un individuo unico. Kadono esprime questo concetto con la scena dove Miyashita, Suema e Kirima si trovano assieme a discutere, fissando il panorama, dopo la cerimonia del diploma:

Miyashita : Sono successe tante cose in questi ultimi tre anni, vero?

Suema : Anche se abbiamo vissuto negli stessi luoghi, ciascuna di noi ha fatto esperienze totalmente differenti, ognuna diversa dall’altra.

Kirima : (sogghigna)

Basta ragionare un secondo su questo breve dialogo per capire come la vita di ognuno di noi sia unica. Miyashita, Suema e Kirima sono tre amiche che vivono nella stessa città, hanno la stessa età e frequentano la stessa scuola. Tuttavia in un breve periodo di tempo hanno vissuto vite completamente diverse. Miyashita con la personalità inconscia di Boogiepop, Suema che a causa di Fear Ghoul ha trasformato completamente la sua visione sulla vita, e Kirima che come suggeriva il titolo dell’episodio VIII ha il “suo modo di vivere”. Ovviamente sono tre casi straordinari e di fantascienza, ma il loro scopo è proprio quello di sottolineare l’unicità di ogni esistenza.

Concludo l’analisi dell’episodio con le parole finali di Suema:

L’istante in cui la nostra vita di liceali ha avuto termine…e ricorderò il dolore che ora mi brucia il cuore…come se avessi perduto per sempre qualcosa di infinitamente prezioso.

Suema sta percorrendo correttamente il cammino verso la sua individuazione, seguendo fedelmente quello che le disse Boogiepop nell’episodio V. Suema sta processando il suo passato, sta accettando che la sua vita di liceale è conclusa, che la sua gioventù è giunta al termine. Sa già che in futuro proverà una malinconica nostalgia ripensando a questo momento. Ma è cosciente che non può fermare il cambiamento, deve continuare a muoversi. La sua evoluzione sta procedendo correttamente.

Infine questo pensiero malinconico di Suema è strettamente autobiografico. Kadono nella postfazione della prima light novel Boogiepop & others si esprime così:

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In breve l’autore, come afferma lui stesso, confessa tutto il rimpianto che prova per aver gettato al vento un capitolo importante della sua vita. Questo rimorso lo perseguita nei suoi sogni, tanto da permettere alla sua mente di creare una scuola che non ha mai frequentato e ne visto prima, che poi diverrà l’istituto Shinyo nel Boogiepop-verse. Questo inoltre ci illumina sul concepimento dell’intera opera. Il fantasma del passato che perseguita l’autore, e quest’ultimo che tenta di ricostruire la sua psiche attraverso i sogni, come un moderno Carl Jung.

Il velo olografico.

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L’opera tutta Boogiepop non può essere definita autobiografica per ovvi motivi, ma si fonda senza alcun dubbio sulle esperienze di vita dell’autore, sulle sue paure, i suoi dubbi ed i suoi pensieri. Un’enorme metafora del percorso di individuazione di Kadono, stracolma di simbolismi, e resa appetibile ad un pubblico “pop”. Un percorso non ancora completo, dato che Kadono sta tuttora pubblicando novels su Boogiepop.

Nel particolare Boogiepop Phantom ha come tematica centrale il rapporto che l’essere umano ha con il suo passato, quanto questo influenzi la sua vita e quindi il suo percorso di individuazione. Come è palese nei primi episodi dell’anime, le varie psicosi che affliggono ognuno dei personaggi sono causate da eventi traumatici avvenuti ovviamente nel passato, queste portano di conseguenza alla depressione ed a comportamenti autodistruttivi, o per citare Nietzsche, lasciano aperta la strada al nichilismo.

Secondo Kadono quindi l’essere umano filtra, per sua natura, l’esperienza con il suo passato. Divenendo così la causa primaria per la quale molti di essi non riescono a completare la propria individuazione. Nell’anime infatti il fantasma del passato, come un velo, copre gli occhi e le menti delle persone impedendo loro di percepire la realtà correttamente. Come il Velo di Maya teorizzato da Arthur Schopenhauer:

Questo «velo», di natura metafisica e illusoria, separando gli esseri individuali dalla conoscenza/percezione della realtà (se non sfocata e alterata), impedisce loro di ottenere moksha (cioè la liberazione spirituale) tenendoli così imprigionati nel saṃsāra, ovvero il continuo ciclo delle morti e delle rinascite. Similmente alla metafora della caverna di Platone, l’uomo (e quindi l’intera umanità) è presentato come un individuo i cui occhi sono coperti dalla nascita da un velo; quando se ne libererà, la sua anima si risveglierà dal letargo conoscitivo (o avidyã, ignoranza metafisica) e potrà contemplare finalmente la vera essenza della realtà.

-estratto da wikipedia.org

Questo concetto viene metaforizzato da Kadono, nell’episodio VIII, con la teoria dell’universo olografico. Nonostante questa si basi sulla fisica quantistica, non trova alcun riscontro scientifico che la provi vera, almeno fino ad oggi. L’autore non vuole quindi far passare l’universo olografico come vero, anche perché non potrebbe, ma lo usa semplicemente per metaforizzare il Velo di Maya schopenhaueriano.

Inoltre, parlando per assurdo, se la teoria dell’universo olografico dovesse rivelarsi corretta, scardinerebbe completamente la nostra percezione della realtà. Come ho già descritto nell’analisi dell’episodio VIII, il concetto di spaziotempo sarebbe a dir poco errato. Se la realtà fosse un ologramma, di conseguenza anche il caso non esisterebbe. Le azioni di ogni essere umano sarebbero già prestabilite all’origine dell’universo. Non esisterebbe quindi neanche il libero arbitrio. Se tutto ciò per assurdo fosse vero, subiremmo lo stesso trauma che colpì Zarathustra quando apprese la nozione di eterno ritorno. L’universo olografico come l’eterno ritorno, una terribile verità da comprendere ed assimilare per poter completare il percorso di individuazione e diventare quindi superuomo.

Lo spettro dello scrittore.

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Nell’intera opera di Boogiepop non manca di certo un personaggio fortemente autobiografico. Mi sto riferendo a Kirima Seiichi. Sono arrivato a questa conclusione leggendo la postfazione della seconda light novel pubblicata da Kadono, ovvero Boogiepop Returns VS Imaginator Vol 1. (già riportata nell’analisi del personaggio di Boogiepop). Nella parte finale di questa postfazione l’autore riporta alcune frasi con le quali i suoi editori bocciavano o cercavano di indirizzare il suo lavoro: “Bene…è unico, ma non possiamo pubblicarlo…”. Questo conflitto interiore che Kadono ha avuto e tuttora ha dentro di se, ovvero scrivere seguendo la cultura pop per poter essere pubblicato, viene riportato nell’universo di Boogiepop:

  • Prima di tutto, anche Seiichi Kirima è uno scrittore. Kadono però inverte in esso il suo successo. I romanzi “pop” di Seiichi non creano alcun seguito e passano inosservati, mentre i suoi saggi di filosofia e psicologia vanno a ruba. Questo probabilmente va a sottolineare la frustrazione che Kadono ha verso il pubblico odierno, dove vorrebbe che fosse il contenuto a rendere grande un’opera, e di conseguenza il suo autore (come accadeva un tempo).
  • Questo punto è una conseguenza del precedente. I lettori di Seiichi Kirima sono persone molto avanti nell’evoluzione, ovvero persone illuminate mentalmente e interessate a completare la loro individuazione. Difatti quando Seiichi viene a conoscenza che i suoi fan non sono esseri umani qualunque, e che questi inoltre stanno man mano scomparendo per mano della TOWA, si definisce da solo “nemico della società”, consapevole che quello che sta scrivendo non è approvato dalla massa. Una rappresentazione di Kadono e dei lettori che hanno la sua stessa visione dell’arte, scrivere del contenuto originale ignorando i canoni della cultura pop.
  • Seiichi viene eliminato dall’organizzazione TOWA a causa dei suoi scritti, venendo definito da essa un “moderno pensatore illuminato” (questo conferma il concetto di evoluzione come individuazione). Tutto ciò è probabilmente un riferimento al succitato tentativo degli editori di boicottare i romanzi di Kadono. Rappresentare l’editoria giapponese come una società segreta senza scrupoli è alquanto notevole.

Sia nei romanzi che nella serie animata si trovano varie citazioni alle opere di Seiichi Kirima. Queste sono di difficile interpretazione, sia per la loro natura di aforismi, sia perché scritte in maniera complessa dallo stesso Kadono. Tanto che nelle note di traduzione del primo romanzo viene affermato quanto segue: “Le citazioni di Seiichi sono sempre un incubo da tradurre, perché bisogna trovare un equilibrio tra l’apparente criptico ed il vagamente comprensibile. La nostra traduzione è il risultato venuto fuori studiando il giapponese molto accuratamente, e cercando di far combaciare il significato dei passaggi, prima di tradurre una singola parola.” Vado ad elencare tutte le citazioni che sono riuscito a trovare (probabilmente ne avrò saltata qualcuna), cercando di ricostruire attraverso di esse il pensiero dell’autore:

  1. “The past will often attack the present with the pain of your memories.”   Traduzione: “Spesso il passato attacca il presente con il dolore dei tuoi ricordi” – fonte sconosciuta (Boogiepop Phantom episodio 6)
  2. “The brain is a microcosm creating its own stories. People then live out these stories.”    Traduzione: “Il cervello è un microcosmo che crea le sue storie. Le persone poi vivono queste storie.” – fonte sconosciuta (Boogiepop Phantom episodio 8)
  3. “Time does not exist. Only the illusion of memories exists.”    Traduzione: “Il tempo non esiste. Esiste soltanto l’illusione dei ricordi.”- fonte sconosciuta (Boogiepop Phantom episodio 8)
  4. “Existence does not rely on matter. Everything is phantom.”    Traduzione: “L’esistenza non si basa sulla materia. Tutto è fantasma.” – fonte sconosciuta (Boogiepop Phantom episodio 8)
  5. “The waking dream called the world is constantly changing. What’s so sad about that?”    Traduzione: “Il sogno a occhi aperti chiamato il mondo è in continua evoluzione. Cosa c’è di così triste in questo?” – fonte sconosciuta (Boogiepop Phantom episodio 8)
  6. “Pure perfection has no past. That’s how you live purely.”    Traduzione: “La perfezione pura non ha passato. Ecco come si vive puramente.” – fonte sconosciuta (Boogiepop Phantom episodio 8)
  7. “How can you say you are a phantom?”    Traduzione: “Come puoi dire di essere un fantasma?” – fonte sconosciuta (Boogiepop Phantom episodio 8)
  8. “The human psyche is open to the possibilities of both good and evil. In my opinion, multiple personality disorder occurs when one of these possibilities, suppressed by societal pressures, declares independence and fights to exist. Regardless of how diseased the result or how destructive it is on the host body and those around it, the possibility makes no distinction between good and evil.”    Traduzione: “La psiche umana è aperta alle possibilità sia del bene che del male. Secondo la mia opinione, il disturbo di personalità multipla si verifica quando una di queste possibilità, soppressa dalle pressioni della società, dichiara l’indipendenza e combatte per esistere. A prescindere da quanto sia malsano il risultato, o quanto sia distruttivo sul corpo ospitante e su chi lo circonda, il caso non fa distinzione tra bene e male.” – The Scream Inside—Multiple Personality Disorder (Boogiepop & Others Capitolo 1)
  9. “Possibility, or what we refer to as Imagination, is 99% imitation. The real deal is only 1%. The problem is, this 1% is simultaneously referred to as Evil.”    Traduzione“Il Caso, o ciò che definiamo Immaginazione, è per il 99% imitazione. L’originale è solo l’1%. Il problema è che questo 1% è considerato come il Male.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part One Preludio).
  10. “If you wish to be good, then do not have dealings with the future. In most cases, that only leads to distortion.”    Traduzione“Se desideri essere buono, allora non devi interessarti al futuro. In molti casi, ciò conduce soltanto alla distorsione.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part One Capitolo 1)
  11. “You can fall in love if you like. All I can do…is pray it does not destroy you both.”     Traduzione“Puoi innamorarti se vuoi. Tutto quello che posso fare…è pregare che non vi distrugga entrambi.”- VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part One Capitolo 2)
  12. “Do not doubt your work. No matter how pointless or unrewarding it may appear to be, anything is better than knowing for certain that it actually is.”     Traduzione“Non dubitare del tuo lavoro. Non importa quanto insensato o poco gratificante può sembrare, non c’è niente di meglio che avere la certezza che effettivamente esiste.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part One Capitolo 3)
  13. “Why are we afraid of the dark? Even though it is the inevitable result of living…”    Traduzione“Perché abbiamo paura del buio? Anche se è il risultato inevitabile del vivere …” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part One Capitolo 4)
  14. “It is easy to become carefree. All you have to do is lose your soul.”    Traduzione “È facile diventare spensierati. Tutto quello che devi fare è perdere la tua anima.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part One Capitolo 5)
  15. “There certainly is something out there. Something that makes people believe that they have to know their place in life. This knowledge gets in between people, and rocks the very foundations of this world.”    Traduzione: “C’è sicuramente qualcosa lì fuori. Qualcosa che fa credere alle persone che devono conoscere il loro posto nella vita. Questa conoscenza si insinua tra le persone, creando le basi di questo mondo.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part One Capitolo 6)
  16. “A new possibility… occasionally consumes all things like itself… before self-destructing.”     Traduzione: “Una nuova possibilità … occasionalmente consuma tutte le cose come lei stessa … prima di autodistruggersi.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part Two Prologo)
  17. “Nightmares begin before you are aware of them. They are extremely difficult to predict or prevent.”     Traduzione: “Gli incubi iniziano prima che tu ne sia a conoscenza. Sono estremamente difficili da prevedere o prevenire.”  – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part Two Capitolo 1)
  18. “Rather than ask yourself if you are correct, it is far more realistic to think about how you are mistaken. Most humans have not been designed to be right very often.”    Traduzione: “Piuttosto che chiederti se sei nel giusto, è molto più realistico pensare a come stai sbagliando. La maggior parte degli umani non è stata progettata per avere spesso ragione.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part Two Capitolo 2)
  19. “When humans think something is absolutely correct, in most cases, that truth is already in the past.”     Traduzione: “Quando gli umani pensano che qualcosa sia assolutamente corretto, nella maggior parte dei casi, quella verità è già nel passato.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part Two Capitolo 3)
  20. “…but all hopes, ultimately, are achieved in the future. Everyone dreams, desires the realization of those dreams, but it is not the dreamer that obtains that realization. It is the following generation. Furthermore, for those that receive the fruits of that success, it is no longer a dream, but established fact. All hopes must therefore become the sacrifice of the victor, but this is how humanity has advanced. Our only road is ahead of us, for people cannot live in the past…”     Traduzione: “… ma tutte le speranze, in definitiva, saranno raggiunte in futuro. Ognuno sogna, desidera la realizzazione di quei sogni, ma non è il sognatore che ottiene quella realizzazione. È la seguente generazione. Inoltre, per coloro che ricevono i frutti di quel successo, non è più un sogno, ma un fatto stabilito. Tutte le speranze devono quindi diventare il sacrificio del vincitore, ma è così che l’umanità è progredita. La nostra unica strada è davanti a noi, perché le persone non possono vivere nel passato…” – The Victor’s Principle: The Victim’s Future (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part Two Capitolo 3)
  21. “Once something has begun to crumble, there is nothing to be done but rebuild from square one.”      Traduzione: “Una volta che qualcosa ha cominciato a sgretolarsi, non c’è niente da fare, ma ricostruire da zero.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part Two Capitolo 4)
  22. “A perfect victory is difficult to obtain. But it is even more difficult to lose well.” Traduzione: “Una vittoria perfetta è difficile da ottenere. Ma è ancora più difficile perdere bene.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part Two Capitolo 5)
  23. “Just as no truth is certain, there is no such thing as a perfect lie.”     Traduzione: ” Così come nessuna verità è certa, non esiste una cosa come una bugia perfetta.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part Two Capitolo 6)
  24. “In the End, there is nothing waiting for you.”     Traduzione: “Alla fine, non c’è nulla ad aspettarti.” – VS Imaginator (Boogiepop Returns: VS Imaginator Part Two Capitolo 7)
  25. “Unfortunately, genuine effort is never understood by others. It is only understood when you emerge victorious, but when you win, the beauty of the effort extended is subverted into something else entirely. The true fruits of effort lie only within that which is sacrificed.”    Traduzione: “Sfortunatamente, lo sforzo autentico non viene mai compreso dagli altri. Viene compreso soltanto quando si emerge vittoriosi, ma quando vinci, la bellezza dello sforzo viene sovvertita in qualcos’altro. I veri frutti dello sforzo giacciono solo in ciò che viene sacrificato.” – The Victor’s Principle: The Victim’s Future (Boogiepop at Dawn Capitolo 3)
  26. “Nagi, what do you think being normal means? Being normal means abandoning change… staying exactly the same forever. So if you don’t want that… then you have to be something that isn’t normal.”    Traduzione: “Nagi, cosa pensi che ‘essere normale’ significhi? Essere normali significa abbandonare il cambiamento … restare esattamente lo stesso per sempre. Quindi se non vuoi questo … allora devi essere qualcosa che non sia normale.” – Le ultime parole di Seiichi a Nagi prima di morire (Boogiepop at Dawn Capitolo 3)
  27. “It is a mistake to say that humans see only what lies in front of their eyes. They do not even see that.”     Traduzione: “È un errore dire che gli umani vedono solo ciò che si trova di fronte ai loro occhi. Non vedono nemmeno quello.” – When a Man Kills a Man (Boogiepop at Dawn Capitolo 4)
  28. “Whenever you are hiding something from other people the world is hiding ten times that much from you.”    Traduzione: “Ogni volta che nascondi qualcosa ad altre persone, il mondo si nasconde dieci volte tanto da te.” – The Proliferation of ‘Dunno’ (Boogiepop at Dawn Capitolo 4)
  29. “If you are a warrior, born to fight, then the object of your life’s purpose exists only within the enemy.”    Traduzione: “Se sei un guerriero, nato per combattere, allora il fine della tua vita esiste solo nel tuo nemico.”- Isolation and Faith (Boogiepop at Dawn Capitolo 4)
  30. “If there is such a thing as a God, then that God would only exist in the future.”     Traduzione: “Se esiste una cosa come un Dio, allora Dio esisterebbe solo in futuro.” – VS Imaginator (Boogiepop at Dawn Capitolo 4)
  31. “Humans do not possess a single, focused will. In their hears, they have countless bugs, buzzing in all directions. There are times when all these bugs pounce on the same food, but when they are focused on different desires, people take actions that can only be described as incoherent.”   Traduzione: “Gli umani non possiedono una sola volontà focalizzata. Nei loro cuori, hanno innumerevoli insetti, che ronzano in tutte le direzioni. Ci sono volte nelle quali questi insetti si riversano tutti sullo stesso cibo, ma quando sono focalizzati su desideri diversi, le persone intraprendono azioni che possono essere descritte come incoerenti.” – When a Man Kills a Man (Boogiepop at Dawn Capitolo 6)

Leggendo questi aforismi si palesa in modo evidente il fantasma di Kadono dietro il personaggio di Seiichi Kirima. Lo scrittore nello scrittore. Tutte le frasi di Seiichi sparse nel Boogiepop-verse sono sui concetti alla base dell’opera di Kadono. A partire da quelle riguardanti l’oppressione del passato (per esempio i numeri 1 e 3), a quelle sull’inconscio collettivo (numero 21), fino alla condizione dello scrittore/dell’artista nella nostra epoca (numeri 9 e 12). Come dei piccoli indizi utili ad interpretare correttamente l’intera opera.

In conclusione.

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Tutte le light novels legate al Boogiepop-verse devono essere considerate come un’unica grande opera di letteratura. Questa ha poco o nulla da invidiare ai grandi classici di genere. Difatti Boogiepop, oltre a narrarci una storia avvincente, è pervasa del pensiero dell’autore: le sue paure, le sue considerazioni filosofiche, i suoi conflitti interiori, i suoi complessi; tutti metaforizzati in un universo fantascientifico. Probabilmente era anche intenzione di Kadono quella di scrivere un romanzo in modo classico, ma vivendo in un’epoca ed in un luogo dove il mercato della letteratura è completamente differente, si è adeguato ad i canoni della cultura pop per poter essere pubblicato.

Nonostante abbia speso quasi ventimila parole per analizzare questa opera, resta l’amaro in bocca a pensare che la mia analisi resta comunque incompleta, dato che in occidente sono arrivate solamente quattro delle venti light novels pubblicate da Kadono. Questo non preclude la comprensione dell’opera o del pensiero dell’autore, bensì la sua evoluzione. Non dimentichiamoci che tutte le light novels ed anche l’anime risalgono a quasi venti anni fa; in un lasso di tempo così ampio il pensiero di un autore può mutare drasticamente. Tuttavia con l’arrivo di una nuova serie animata per questo inverno, spero che un rinnovato successo dell’opera aiuti a portare in occidente anche le light novels mancanti.

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